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CELLULARE COME LA COPERTA DI LINUS, 84% DEGLI UNDER 15 NE POSSIEDE UNO

it@withub.it by it@withub.it
21 Settembre 2007
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Milano, 21 set – Non lo lasciano mai a casa, lo usano per comunicare con amici e genitori o per votare al “Grande fratello” e ad “Amici”. Il cellulare è la loro “coperta di Linus”: l’84%degli studenti tra gli 8 e i 15 anni ne possiede uno tutto suo. A dirlo è il secondo rapporto “Baby Consumers e nuove tecnologie”, sui consumi dei minori, del Movimento difesa del cittadino (Mdc) – Dipartimento Junior, che sarà presentato oggi pomeriggio a Milano. Il Mdc sottolinea come dalla indagine emerga uno scenario di bambini sempre più soli, che si nascondono dietro le cuffie dell’Ipod o il cellulare per colmare l’assenza dei genitori. Mentre gli adulti si allontanano sempre di più dai loro figli trovando in videogiochi, Ipod e pc una “giustificazione” al sempre minor tempo che dedicano loro, il cellulare diventa la “coperta di Linus” delle nuove generazioni, che permette di intensificare le relazioni a distanza con gli amici e sottrarsi al controllo degli adulti. Al tempo stesso, spiega il rapporto, è proprio il cellulare ad assolvere la funzione di “controllo parentale”, visto che offre ai genitori la possibilità di rintracciare sempre i figli. L’indagine, che ha sottoposto un questionario di 35 domande a 2.693 studenti di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, evidenzia che il primo telefonino arriva già all’età di 9-10 anni per ben la metà degli intervistati. I piccoli consumatori lo usano soprattutto per essere sempre rintracciabili dai genitori (46,%), per comunicare cose utili (25,8%) o per essere sempre in contatto con gli amici (21,1%). Lo portano sempre addosso, soprattutto in tasca (76,6%), ma ritengono opportuno tenerlo spento a scuola (71%) o in chiesa (68%), perché potrebbe disturbare o semplicemente per rispetto (57%). Scelgono il cellulare sulla base dell’ultimo modello uscito sul mercato o quello visto nelle pubblicità oppure quello posseduto dall’amico (42,7%) e spendono mensilmente non più di 10 euro (51,9%), superando difficilmente i 20 euro (il 10,1% spende tra i 20 e i 30 euro). Quasi i 3/4 degli intervistati (74%) ha affermato di seguire gli spot che reclamizzano i telefonini, di questi il 44% proprio per informarsi su modelli e piani tariffari. Un’altra spesa che i ragazzi talvolta fanno con il telefonino è chiamare o mandare Sms per dare il loro voto in un programma televisivo: il 21,1% dei ragazzi hanno votato per trasmissioni come “Amici” o “Il Grande Fratello”. Ma il rischio maggiore (capitato una o più volte al 41,3% dei piccoli consumatori) è quello di chiamare un numero per poi ritrovarsi abbonati a un servizio di download di loghi e suonerie, per altro piuttosto costoso, senza averlo richiesto e senza riuscire a eliminarlo. Il 39,2% di loro invia da 1 a 3 Sms al giorno, il 25% da 4 a 10. Il 31,2% degli intervistati dice di scegliere questa modalità di comunicazione perché è più economica e il 18,2% perché è più rapida. “Quello che emerge da Baby Consumers 2007 – osserva Lucia Moreschi, responsabile del Dipartimento Junior di Mdc – è chiaramente un Paese a ‘due velocità’, da una parte l’analfabetismo informatico e dall’altro il secondo posto in Europa per possesso di telefoni cellulari, con figli che governano e controllano i mezzi tecnologici meglio dei genitori, che non sempre sono in grado di esercitare un controllo adeguato rispetto al loro corretto utilizzo, e comunque – continua Moreschi – ci sembra doveroso rammentare che l’accesso naturalmente libero alle nuove tecnologie deve portare tutti, famiglie, educatori ed istituzioni compresi, ad una riflessione sui contenuti inseriti nel sistema di comunicazione multimediale globale”.


(Caf)

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