Roma, 24 set – I due militari italiani rapiti nella provincia di Farah, in Afghanistan, sono stati liberati stamani con un’incursione delle forze della Nato. I due soldati, entrambi sottufficiali del Sismi, hanno riportato qualche ferita e sono ora ricoverati presso un ospedale di Isaf ad Herat. Uno dei due, in condizioni piuttosto serie per ferite al collo e alla testa, è stato operato, mentre l’altro presenta una ferita alla spalla di entità meno grave ed è stato curato in queste ore. Nel blitz è rimasto ferito anche un cittadino afgano, mentre i rapitori, 9 persone, sono tutti rimasti uccisi. All’operazione hanno preso parte i commandos britannici del Sas e le forze speciali italiane del Col Moschin, che avrebbero avuto un ruolo direttivo, oltre a unità della polizia afghana e milizie locali. I corpi speciali che hanno operato il blitz sono arrivati in elicottero poco prima dell’alba, nella zona in cui si riteneva fosse il covo dei rapitori, gli uomini del mullah Akthar Muhammad. I corpi speciali avrebbero prima attaccato l’automobile, dove alcuni rapitori facevano la guardia. Altri soldati, intanto, avrebbero fatto irruzione nella casa dove i due ostaggi erano tenuti in catene e stavano per essere consegnati ai talebani del comandante Maulvi Abdul Hamid Ishaqzai dai predoni che li avevano rapiti. Ancora non è chiara la dinamica del ferimento dei due ostaggi: si parla di un tentativo di uccisione a freddo da parte dei rapitori accortisi del blitz, ma non si esclude l’ipotesi del “fuoco amico”. Le famiglie dei due sottuficiali sono state informate dell’avvenuta liberazione dei loro congiunti. Il maggiore Charles Anthony, portavoce dell’Isaf, la forza della Nato in Afghanistan, ha dichiarato che “questa operazione conclusasi con successo è la prova della determinazione dell’Isaf nell’affrontare gli atti di terrorismo in Afghanistan”. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha invece affermato che il blitz “è stata un’operazione che si è svolta all’interno dell’Isaf, sotto responsabilità di Isaf e che ha visto il contingente italiano in prima linea”. Il contingente italiano, ha continuato Parisi, è stato in prima linea “sia nella direzione dell’operazione, sia nella predisposizione dell’operazione stessa, insieme ai militari inglesi, con cui abbiamo portato a compimento l’operazione, ma sempre in un quadro Isaf”. Il ministro ha inoltre espresso solidarietà e gratitudine ai soldati: “Siamo vicini ai militari e alle loro famiglie perché oggi sono state messe alla prova. I militari purtroppo sono feriti, sappiamo che non erano lì per una gita di piacere o per il desiderio di conoscere l’Afghanistan, ma erano stati mandati in nome della Repubblica e dell’Italia per contribuire a mantenere la sicurezza e la pace nel mondo”.
(Deg)