Milano, 25 set – Il ministro per le Politiche comunitarie e il commercio internazionale Emma Bonino è intervenuta questa mattina a Milano per la presentazione in anteprima del libro della giornalista de “Il sole 24 ore” Rita Fatiguso “Le navi delle false griffe – fatti e misfatti della globalizzazione” sul fenomeno della contraffazione. L’intervento del ministro Bonino è stato incentrato proprio sul tema della contraffazione. Secondo Bonino è “un fenomeno complesso dalle mille sfaccettature, dalla proprietà intellettuale alla tutela dei lavoratori, consumatori, e sono convinta che un problema complesso necessiti di una risposta multisettoriale complessa. Alla contraffazione zero non ci arriveremo mai, quel che invece stiamo facendo è una politica di contenimento del danno nel concetto della legalità sostenibile”. La Bonino offre qualche cifra per dare un’idea del problema: “Il 70 per cento della produzione mondiale contraffatta è nel sud est asiatico, il 60 per cento riguarda consumatori dell’Unione europea. I maggiori produttori di contraffazione sono – ha continuato – Cina, Corea e Taiwan, i settori sono il tessile, l’elettronico e l’audiovideo”. La Bonino ha sottolineato che “l’Italia detiene una robustissima quota, il 30 per cento, della produzione mondiale di contraffazione”. “In Italia –prosegue ancora – inventiamo, facciamo, contraffacciamo, compriamo. Questo per dare l’idea dell’impossibilità di una soluzione miracolistica. Gli italiani non percepiscono la contraffazione come un reato grave, solo come una cosa che costa meno”. La soluzione si cerca, secondo il ministro, da una parte, con “una campagna di sensibilizzazione rivolta ai clienti” e, dall’altra, con “un’informazione migliore con l’etichettatura obbligatoria sui capi che arrivano da fuori dell’Unione europea”. In sostanza il marchio del “made in”. Per quanto riguarda l’Unione europea, la Bonino sottolinea che “ i paesi non manifatturieri, come la Germania, hanno più da distribuire. In questo senso si confrontano due interessi opposti tra paesi manifatturieri e paesi retailes. La questione del ‘made in’ – ha proseguito il ministro – sarà al centro del vertice bilaterale Italia-Germania. Ad oggi i numeri non ci sono, non perché non abbiamo ragione, ma perché non ci sono i numeri della ragione”. Il ministro Bonino ha proseguito spiegando che ci sono 14 desk anticontraffazione nei “punti caldi” con due obiettivi: scoprire i casi di contraffazione e il deposito del trend.