Roma, 27 set – Non è stata una giornata facile per la maggioranza parlamentare. Questa volta però non al Senato ma alla Camera, dove il decreto legge sulla sicurezza stradale è stato sì approvato – e ora tornerà a Palazzo Madama – ma con un fuori programma: l’emendamento della Rosa nel pugno è passato con 234 voti a favore e 217 contrari. La proposta di modifica a firma di Marco Beltrandi della Rosa nel Pugno, che prevede la riduzione da tre a un anno dell’arco di tempo nel quale un neopatentato non può guidare auto superiori a una certa cilindrata, è passata con il parere contrario del governo e con i voti della Casa delle libertà e dell’Udeur, probabilmente, come ha spiegato il capogruppo Mauro Fabris, “per un errore” e “qualsiasi altra interpretazione è destituita di fondamento”. L’episodio ha sollevato le critiche della Casa delle libertà con Maurizio Lupi che parla di un “governo alla frutta”. Secondo il deputato di Forza Italia, infatti, “non si tratta di una semplice ‘sbandata’ o di un ‘incidente di percorso’ visto che oltre alla Cdl ha votato contro anche l’Udeur. E’ ora – conclude ironico – che a Prodi ritirino la patente”. Per Maurizio Gasparri, “la sconfitta in Aula alla Camera sul decreto sulla sicurezza stradale è la pietra tombale su Prodi. Nemmeno alla Camera, dove disponeva di ampi numeri – accusa il deputato di An – il governo sopravvive. Basta, basta, basta”. L’Italia dei valori punta il dito contro gli alleati: “I fatti parlano chiaro, i numeri ancora di più. In Aula di Montecitorio – spiega Fabio Evangelisti – è stato dimostrato chi sono i veri attentatori del governo Prodi. Quattordici deputati del gruppo Rosa nel pugno, otto dell’Udeur e una dei Verdi”. Secondo Evangelisti, “è bastato il voto su un provvedimento teso a convertire in legge il decreto sulla sicurezza stradale per gettar luce sui veri responsabili delle frizioni e dello sfilacciamento interno alla maggioranza”. Sull’argomento è intervenuto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, che prima del voto finale ha lanciato un appello: “Serve senso di responsabilità da parte di tutti perché si tratta di un decreto che incide profondamente sulla vita dei cittadini”. La Rosa nel pugno alla fine ha ceduto: “Votiamo a favore di questo provvedimento per senso di responsabilità e per disponibilità nei confronti del ministro ma auspichiamo che temi delicati come questi non vengano più trattati in questo modo con un decreto fatto il 3 agosto e dalla filosofia totalmente sanzionatoria che per altro non condividiamo”.
(Fca)