Roma, 1 ott – “Mi sono già espressa sulla gravità della situazione che riguarda i consolati italiani nel mondo più di una volta, ma credo sia opportuno tornare a parlarne. In questi mesi si sono fatti appelli di ogni genere al governo, si sono chieste risorse per migliorare tutta quella che è la struttura della rete consolare italiana nei cinque continenti, ma nulla è cambiato. Il governo non ci ascolta”. E’ quanto dichiara Antonella Rebuzzi, senatrice di Forza Italia eletta nella ripartizione Europa. “Per cercare di risolvere questo annoso problema – prosegue l’esponente forzista – che interessa tutti i nostri connazionali residenti oltre confine, si sono mossi esponenti di destra e di sinistra: chi avrebbe dovuto rispondere da parte del governo, non lo ha mai fatto, se non con le parole. Mentre i fatti restano a zero. Ricevo in continuazione e-mail di persone che sono disperate perchè non riescono ad avere l’appoggio necessario da Consolati e Ambasciate: per un semplice visto, talvolta possono passare anche 6 mesi. Per un rinnovo di una patente, pure. Siamo allo sbando. Questo governo sta chiudendo alcune delle sedi consolari più utili e necessarie, per aprirne dove invece di italiani ce ne sono pochissimi. Questo perchè sposta la sua attenzione verso gli stranieri, che sempre di più cercano di venire da noi, in Italia. Siano benvenute tutte le persone serie, che hanno intenzione di lavorare e far crescere insieme a noi il nostro Paese: ma gli italiani credo debbano avere la precedenza su tutto, devono poter considerare consolati e ambasciate come una propria seconda casa, come un punto importante di riferimento. Purtroppo, non è così, perchè la nostra struttura consolare è sempre più debole, precaria e vecchia”. “Nonostante questa situazione paradossale – conclude la Rebuzzi – è dovere di tutti noi eletti all’estero, ma anche di tutti i mezzi di informazione, continuare a lottare e a farci sentire, perchè i consolati italiani possano diventare davvero efficienti, veloci, moderni, e sicuri: davvero vicini agli italiani di tutto il mondo”.
(Ces)