Roma, 1 ott – Il governo e tutta la coalizione di centrosinistra hanno bisogno di “un grande Partito democratico”, che dovrà essere un partito di “liberazione della società e delle sue energie”. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha incontrato questa mattina nella sede romana dell’Ulivo, a piazza Santi Apostoli, i cinque candidati alla segreteria del Partito democratico (Walter Veltroni, Rosy Bindi, Enrico Letta, Piergiorgio Gawronski e Mario Adinolfi), e, prima di avventurarsi nel “toto-affluenza” alle primarie del prossimo 14 ottobre, innescato ieri dalle parole di Rosy Bindi, secondo cui un milione di votanti rappresenterebbero un flop, il premier ha parlato della missione del nuovo partito: “Credo – ha spiegato – che sia tutta la coalizione a giovarsi di un punto di riferimento proprio perché la coalizione stessa ha bisogna di un Pd forte e responsabile”. “Ne sono profondamente convinto – ha aggiunto – non solo perché è l’unica condizione per vincere le elezioni, che già sarebbe sufficiente, ma è anche la condizione per trovare più facilmente una sintesi”. Quanto alla corsa alla segreteria, Prodi ha sottolineato che sarà “una gara tra concorrenti e non tra nemici”. Secondo il premier tutti i candidati sono d’accordo nel volere “un partito che veramente rinnovi la società italiana, che non sia diretto dall’alto da forze economiche o mediatiche, ma che si esprima in un elevatissimo numero di partecipanti alle votazioni del 14 ottobre”. Per quanto riguarda la macchina organizzativa il premier sottolinea: “Abbiamo già 35 mila volontari e oltre 10 mila seggi, mi aspetto una risposta popolare molto forte, una espressione di voto larga, grande, perché quando si dice un milione sembra che sia poco ma un milione di persone è un’enormità, è una cifra straordinaria e sono convinto che la supereremo”. Quindi, prosegue Prodi, “un partito che non sia un partito delle cariche, delle nomine e del controllo della società, ma un partito che faccia esprimere la società italiana, il grande pluralismo e la grande diversità di culture che è stata la base dell’Ulivo dodici anni fa”. Spazio poi alle considerazioni dei candidati con Walter Veltroni e Rosy Bindi che si dividono sul significato del milione dei voti. Se il ministro della Famiglia lo considera un flop, il sindaco di Roma crede invece che sarebbe un risultato importante. Enrico Letta ha invece ottenuto il suo primo traguardo: il via libera dagli altri candidati per un appello comune rivolto agli elettori per un’affluenza massiccia: “Un milione – ha aggiunto – è un buon successo e comunque fare gli autolesionisti sul numero dei partecipanti non è positivo”. E i due outsider? Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski si sono uniti in una richiesta: il confronto televisivo tra candidati, “per permettere agli elettori – ha spiegato Gawronski – di conoscere meglio le posizioni in campo. Gli altri candidati hanno detto che ci penseranno, speriamo che si faccia, nell’interesse della democrazia e degli elettori”. L’incontro con Prodi non è sfuggito al web. Il blogger Adinolfi, con il telefonino, ha filmato tutto: il video, forse un po’ in polemica titolato “I cinque insieme, l’unica volta”, è già su You tube.
(Fca)