Roma, 4 ott – “Faremmo male a non tenere conto, nella Finanziaria 2008, degli italiani nel mondo: è vero che paghiamo 410.000 pensioni ai nostri connazionali all’estero, ma è anche giusto sottolineare che l’Italia – un Paese che si è domandato a lungo come utilizzare un tesoretto da qualche miliardo di euro – riceve 3,2 miliardi di euro all’anno in forma di pensioni emesse dagli stati esteri nei confronti degli italiani”. Queste le parole di Franco Narducci, presidente del Comitato parlamentare per le questioni degli italiani all’estero, alla conferenza stampa di presentazione del secondo Rapporto italiani nel mondo. Narducci ha sottolineato quanto sia importante tenere conto, anche nella prossima legge Finanziaria, della nostra comunità all’estero: “Credo che in un Paese con 83 miliardi di debito pubblico sia importante contenere la spesa. Detto questo, ritengo che i 26 miliardi di euro allocati per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo siano briciole”. L’ex segretario generale del Cgie ha espresso la necessità dell’istituzione di “scuole bilingue e di alta qualità”. “Va bene – sottolinea – sponsorizzare il made in Italy, ma non basta: dobbiamo rafforzare il nostro patrimonio linguistico e culturale, investendo qualcosa di più per la promozione e diffusione del nostro bagaglio linguistico e culturale”. “Le nuove generazioni all’estero – continua Narducci – portano con sé nuovi modelli culturali. Stanno scomparendo gloriose associazioni per assenza di quadri dirigenti. Proprio per questi motivi ritengo che servano nuove energie per rinnovare e mantenere il nostro patrimonio culturale, e aumentare la consapevolezza dei tanti italiani all’estero che onorano questo Paese”. “L’Italia – prosegue – ha assistito, nel tempo, ad un esodo straordinario di 28 milioni di persone, ma solo nel 1989 è stata istituita una legge per la costituzione di un’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Credo che ad oggi sia urgente occuparsi del problema enorme della cittadinanza, introducendo assetti normativi migliori degli attuali: è vergognoso che, nei consolati italiani, si trovino quasi un milione di domande di cittadinanza inevase”.
(Ces)