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MARCIA DELLA PACE: SFILANO IN 200MILA, FASCE ROSSE PER LA BIRMANIA

it@withub.it by it@withub.it
7 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
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Perugia, 7 ott – Con lo slogan “Tutti i diritti per tutti” e al suono di “Give the Peace a Chance” di John Lennon sono partiti questa mattina alle 9 in circa 200 mila per la diciassettesima marcia Perugia-Assisi, nata nel 1961 da un’idea dell’intellettuale pacifista Aldo Capitini. Ventiquattro chilometri percorsi per ribadire la necessità di una pace duratura e per chiedere a gran voce l’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini del mondo. Migliaia le persone che hanno indossato sul braccio una fascia rossa in segno di solidarietà con i monaci birmani, poche invece le bandiere dei partiti. Di più quelle dei sindacati e dell’associazionismo. Anche la colonna sonora ha presentato una novità: una marcia a suon di sinfonie e di Beethoven. I cartelloni e gli striscioni ricordavano lo slogan di quest’anno, dalla libertà di stampa alla democrazia, ma anche temi più “locali”, dal diritto per tutti alla casa al no dei vicentini alla base americana. Prima della partenza pochi ma significativi interventi: delegazioni di israeliani e palestinesi, africani e russi hanno dedicato al marcia ad Anna Politkovskaya, la giornalista assassinata proprio un anno fa, mentre il leader sindacale birmano ha chiesto a tutti, dai semplici cittadini agli uomini politici presenti, sostegno per la mobilitazione in atto nel suo paese. La città di San Francesco ha accolto cattolici, islamici, ebrei e non credenti manifestanti offrendo loro pane con l’olio e altri prodotti coltivati nelle terre confiscate alla mafia. Accanto ai manifestanti, di cui 2.500 scout, erano presenti diversi esponenti politici e di governo. “Il grande progetto di questa edizione della marcia – ha dichiarato Flavio Liotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace – è quello di costruire un mondo non violento a partire dall’Italia. Per fare ciò bisogna cambiare la scala dei valori della politica e fare di tutto affinché la tutela dei diritti umani diventi diritto inalienabile di tutti”. Diverse le motivazioni che hanno spinto i partecipanti a camminare per più di sei ore. Il Ministro per la Famiglia Rosy Bindi, la prima a presentarsi questa mattina all’appuntamento, lo ha fatto “per recepire – ha spiegato – le proposte del Movimento pacifista italiano e internazionale”. Anche il pensiero di Rosy Bindi va alla Birmania: “La rivoluzione pacifica dei monaci – ha detto – è anche la nostra battaglia per una nuova qualità della democrazia. Dove il regime reprime le manifestazioni pacifiche è importante marciare sotto un unico slogan cosi significativo proprio perchè contiene un grande messaggio politico”. Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero è convinto che la costruzione della pace debba passare attraverso scelte governative. “Siamo qui oggi per impegnarci a rispondere alla domanda di pace e giustizia che arriva da questa bella e festosa marcia. Il primo passo che il governo dovrebbe fare – ha aggiunto – è quello di ridurre le spese militari e utilizzare i fondi tagliati per aumentare le risorse alla lotta alla povertà”. Della stessa idea è il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha marciato fianco a fianco con padre Alex Zanottelli. Il leader dei Verdi ha espresso grande preoccupazione per la situazione in Birmania, ma anche sdegno per “la vergognosa tolleranza che la comunità internazionale ha riservato finora alla dittatura del paese”. “La mia presenza qui- ha aggiunto il ministro- è anche come rappresentante dei Verdi contro il Nucleare, perchè non c’è pace senza la salvaguardia dell’ambiente”. Barbara Pollastrini, ministro delle Pari opportunità, ha dichiarato di essere presente alla manifestazione perchè convinta che “se viene meno un diritto umano, si è colpita la dignità di tutti”. L’inclusione sociale e il rispetto dei diritti umani sono temi fondamentali per “costruire un mondo in cui pace e giustizia sociale siano realmente possibili”. L’amministrazione comunale di Assisi, come già da qualche anno, non ha aderito alla Marcia per la Pace ma ha offerto il necessario sostegno logistico all’organizzazione. Il sindaco della città, Claudio Ricci, ha dichiarato di essere disposto ad abbandonare questa posizione se in futuro la connotazione politica della manifesta verrà meno e le uniche bandiere presenti saranno quelle dell’ONU e dei paesi che ne fanno parte. Ha inoltre invitato gli organizzatori della manifestazione a dare segni più visibili alla lotta alla pace: “Non più marce e convegni- ha affermato, ma iniziative culturali per la cooperazione e la sicurezza internazionale e per sensibilizzare le persone”.
(Caf)

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