Stoccolma, 8 ott – Due anni dopo Capecchi è già assistente della cattedra di biochimica della Harvard School of Medicine. Nel 1971 diventa associato. Nel 1973 lascia Harvard per la facoltà di Medicina dell’Università dello Utah dove ancora oggi lavora. Capecchi vive con la moglie Martine, con la quale condivide l’impegno di ricerca e di attività clinica, e la figlia Misha in uno sperduto cottage vicino a un canyon, dove si è fatto installare una stazione computerizzata per seguire costantemente il lavoro dei suoi collaboratori. Il 12 maggio scorso l’Università di Bologna gli ha conferito la laurea honoris causa in Biotecnologie mediche. Tra gli altri riconoscimenti avuti da Mario Renato Capecchi nella sua lunga carriera figurano il premio Bristol-Myers Squibb (1992), il premio della Fondazione Gairdner (1993), il premio Alfred P. Sloan Jr. (1994), il premio tedesco per la Bioanalisi molecolare (1996), il premio Kyoto (1996), la medaglia Franklin (1997), il premio Rosenblatt (1998), il premio Baxter (1998), il premio italiano premio Phoenix-Anni Verdi (2000), il premio spagnolo Jimenez-Diaz (2001), la National Medal of Science (2001), la medaglia John Scott (2002) e il premio Wolf Prize (2002/03). Dal 1991, inoltre, è membro dell’Accademia nazionale statunitense delle Scienze e dell’Accademia europea delle Scienze dal 2002.
(Fca)