Roma, 8 ott – Per il momento è solo un nulla di fatto. Il Consiglio superiore della magistratura, chiamato a pronunciarsi sul trasferimento d’ufficio chiesto dal ministro della Giustizia Clemente Mastella per il procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi e per il pm Luigi De Magistris, ha infatti rinviato la decisione al 17 dicembre. Sullo slittamento della pronuncia si erano trovate d’accordo sia la difesa dei due magistrati che l’accusa, la procura generale della Cassazione, rappresentata da Vincenzo Geraci. Al punto che il rinvio è stato spiegato dalla sezione disciplinare del Csm come un “atto necessitato”. Di “decisione dovuta” ha parlato il legale di Lombardi Fausto Zuccarelli, che ha spiegato come negli ultimi giorni “il ministero ha presentato ulteriore documentazione di una certa consistenza e noi avevamo chiesto il rinvio per poter esaminare gli atti”. “Provvedimento interlocurio”, si è invece limitato a commentare Alessandro Criscuolo, avvocato di De Magistris. La decisione è arrivata al termine di una mattinata di lavori, che aveva preso il via poco prima delle 10. In aula, insieme agli avvocati della difesa c’era anche De Magistris che, a quanto si è appreso, non avrebbe comunque preso la parola. Assente per motivi di salute, invece, Lombardi, che ha inviato alla sezione disciplinare un certificato medico per motivare la mancata presenza. Il rinvio del pronunciamento è legato alla nuova azione legale intrapresa dal guardasigilli per “nuovi fatti” contro De Magistris e Lombardi, risalente al 4 ottobre scorso, e all’invio di “ulteriore documentazione” a carico dei due magistrati. Per questo il Csm ha stabilito che, prima di procedere all’acquisizione dei nuovi documenti, “è indispensabile attendere le determinazioni della Procura generale”. “Anche ai fini della garanzia dei diritti di difesa – si legge nel provvedimento di rinvio – è necessaria la compiuta delimitazione delle contestazioni e degli atti su cui queste si fondano”. Proprio mentre all’interno di Palazzo dei Marescialli si decideva di rinviare la decisione, al suo esterno si teneva il sit-in di una ventina di rappresentanti del comitato spontaneo a sostegno di De Magistris, che ha già raccolto 90 mila firma per chiedere che il trasferimento del magistrato venga bloccato. I manifestanti hanno ribadito la propria posizione esponendo lo striscione “Non toccare De Magistris”. E sono stati gli stessi esponenti del comitato ad accogliere tra gli applausi l’uscita dal Palazzo di De Magistris. Il pm, dal canto suo, si è limitato a un “sono determinato e sereno, parlerò soltanto il 17 dicembre. E ora riprenderò a lavorare alacremente”. Accolta positivamente dal mondo politico la decisione di rinvio. Antonello Falomi, vicepresidente dei deputati di Rifondazione comunista, ha sottolineato come non ci fosse “alcuna ragione di urgenza per chiedere il trasferimento di De Magistris e la decisione del Csm conferma implicitamente la validità della nostra tesi”. “Venerdì scorso – ricorda l’esponente del Prc –, il governo non ha dato risposte soddisfacenti ad una nostra interpellanza che chiedeva spiegazioni sulla decisione presa dal ministro il Csm, implicitamente, ha avallato la nostra convinzione che non sussisteva alcuna urgenza che giustificasse il provvedimento richiesto dal ministro”. A MAstella si rivolge anche l’Idv con il coordinatore nazionale Felice Belisario. “La decisione del Csm dimostra quanto affrettata e ingiustificata era la richiesta di trasferimento d’urgenza – spiega l’esponente del partito di Di Pietro –. E’ sotto gli occhi di tutti come l’invasione di campo del potere esecutivo sia una mina all’indipendenza della magistratura e il Parlamento dovrà in proposito approvare i necessari correttivi”. E chiarezza è chiesta anche dal collega di partito, Antonio Borghesi, che parla di una vicenda di “estrema delicatezza”. “Anche il minimo dubbio che la richiesta di trasferimento del magistrato sia dovuta alle inchieste scottanti che egli stava seguendo, deve far riflettere – ha detto il deputato dell’Italia dei Valori –. Tutti dovrebbero augurarsi che il Csm, nel giudicare sulla richiesta di trasferimento, presti molta attenzione nel fugare ogni possibile dubbio, facendo la più totale chiarezza sull’intera vicenda”.
(Gco)