Roma, 9 ott – Un boato assordante ha scosso la mattinata di Colleferro, centro di circa 20 mila abitanti, in provincia di Roma. Un’esplosione che si è scatenata in un padiglione della Simmel Difesa, una fabbrica di armamenti di proprietà inglese, e che ha causato la morte di un operaio di 35 anni e il ferimento di 14 persone, di cui una in condizioni gravi ma non in pericolo di vita. La vittima dell’incidente è Roberto Pignalberi, originario di Colleferro ma residente a Serrone, in provincia di Frosinone. Era sposato da poco ed era da qualche mese padre di una bimba. Non note invece le generalità del ferito grave – ha riportato ustioni sul 60% del corpo –, immediatamente trasferito in elicottero all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. A causare la deflagrazione, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, è stata una miscela a base di potassio che gli operai stavano maneggiando nel reparto confezionamento delle munizioni, quello in cui è avvenuta la tragedia. E proprio Pignalberi, secondo la ricostruzione, stava lavorando con un’impastatrice all’assemblaggio del materiale esplosivo. Subito dopo lo scoppio, la fabbrica è stata evacuata e la zona circostante transennata, per permettere a vigili del fuoco e carabinieri di effettuare i rilievi del caso. “Stavo lavorando in un reparto lontano da quello esploso. Ho sentito un boato assordante, sono uscito e ho visto tutti che correvano” ha raccontato uno degli operai della Simmel. Un’esplosione che ha scosso tutta la città. “Mi trovavo in Comune e poco dopo le 10 abbiamo sentito un’esplosione fortissima”, ha raccontato il sindaco di Colleferro Mario Cacciotti. La tragedia ha riacceso le polemiche intorno a una fabbrica – la Simmel Difesa per l’appunto – che era finita già nel mirino delle associazioni pacifiste perché accusata di produrre le famigerate cluster bomb, le bombe a grappolo che rimangono inesplose nel terreno e che, una volte esplose, disseminano proiettili ad ampio raggio, e che mietono ancora vittime in moltissimi scenari di guerra, anche del passato. L’azienda però ha sempre negato: o meglio, ha comunicato di averle escluse dal proprio catalogo. Attualmente di proprietà del gruppo inglese Chemring, dal 1988 e fino a qualche tempo fa, era appartenuta al gruppo Fiat. Intanto, mentre la notizia si diffondeva sui media nazionali, si è scatenato il dibattito politico, tra messaggi di cordoglio e atti d’accusa. “Nell’apprendere con sgomento la notizia – ha scritto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in un messaggio inviato al Prefetto di Roma, Carlo Mosca – desidero esprimerle i sentimenti del cordoglio più profondo mio personale e di tutta la Camera dei deputati – che la prego di voler far giungere ai familiari della vittima – unitamente alla più sincera solidarietà e vicinanza nei riguardi delle altre persone rimaste ferite nell’incidente”. Condoglianze anche dal governatore del Lazio Piero Marrazzo che ha parlato di “un incidente sul quale è necessario fare la massima chiarezza, innanzitutto per rispetto alla vittima, ai tanti feriti, ai quali va il mio augurio di una rapida guarigione, e a tutti i cittadini che chiedono garanzie per la sicurezza sui posti di lavoro”. “Si tratta di un momento drammatico – ha detto il presidente della Regione – e noi vogliamo far sentire a tutti la nostra vicinanza e il nostro impegno contro i troppi incidenti sul lavoro che rappresentano una vera e propria piaga sociale”. E mentre il Verde Paolo Cento parla di “un episodio gravissimo” e chiede “una indagine approfondita per accertare le eventuali responsabilità di questa tragedia”, Gabriella Carlucci di Forza Italia sostiene che “l’ennesimo incidente sul lavoro” dimostra “che le morti bianche non possono più essere una casualità”. Intanto Cgil, Cisl e e Uil hanno indetto per domani quattro ore di sciopero territoriale delle attività produttive relativamente al territorio di Colleferro.
(Gco)