Roma, 10 ott – “Ritengo una grave forma di maleducazione polemizzare con trasmissioni che non si sono viste. Io direi: guarda prima il programma e poi mi critichi. Se non lo si fa, allora l’atteggiamento nei confronti del destinatario delle critiche non e’ avere delle risposte, ma provocare una forma di delegittimazione”. Michele Santoro, in commissione di Vigilanza Rai, difende la sua trasmissione “Anno Zero” dalle accuse di scarsa professionalità mosse dal premier in seguito alla puntata che ha visto ospiti i due magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo. “Non spetta al presidente del Consiglio – ha affermato il conduttore – né a un normale deputato esprimere giudizi sulla mia professionalità in senso delegittimante”. Santoro dice di essere fazioso ma, precisa, soltanto “per conto mio e per conto del mio pubblico. Sicuramente non sono fazioso per conto terzi come tanti altri”. Quindi “l’etichetta di fazioso – ha spiegato Santoro alla commissione – la respingo al mittente, perché è assolutamente in contrasto con la mia storia”. Il giornalista difende poi Marco Tavaglio e la sua rubrica: “Trovare un giusto assetto formale per la rubrica di Marco è una necessità che anche noi avvertiamo, fermo restando che Travaglio l’abbiamo voluto perché si esprima liberamente e continueremo ad averlo senza porgli nessun limite. Il vero problema – ha sottolineato – è in che modo quello che Travaglio dice consenta effettivamente un diritto di replica”. Santoro ha poi assicurato che con il direttore generale della Rai Claudio Cappon, che non ha mosso nei confronti della trasmissione “né contestazioni, ne’ provvedimenti disciplinari”, c’è un rapporto di dialogo e collaborazione. Piuttosto Cappon ha dato “indicazioni di carattere generale”. Entrando nel merito della puntata di giovedì scorso Santoro aggiunge una nota: “Se il giorno dopo il ministro Mastella mi avesse dato un’intervista in cui avesse risposto in punto di merito all’intervento di Marco Travaglio, l’avrei messa in onda senza commenti. L’avrei fatto volentieri, è nel mio interesse farlo”. A fine stagione il presentatore ha fatto sapere che chiuderà l’esperienza di “Anno Zero”. Al termine dell’audizione il presidente della Commissione Mario Landolfi ha commentato: “I toni e i contenuti hanno dimostrato che non c’è nessun processo né caccia alle streghe, ma solo il tentativo di comprendere dove va l’approfondimento politico ai tempi dell’antipolitica. Credo che l’audizione sia stata molto utile e interessante”.
(Fca)