Cagliari, 10 ott – Nessun appartenente all’Arma dei carabinieri figura tra gli indagati per il ferimento di Pietro Paolo Locci, il cuoco quarantudenne colpito alla testa ieri durante lo scontro a fuoco seguito alla rapina presso l’ufficio postale di Pula, nel cagliaritano. Il sostituto procuratore della Repubblica Giancarlo Moi ha intanto avvisato i tre indagati (Antonio Pasquale Congiu 24 anni, Giuseppe Cadinu, 28 anni e Raffaele Nonne, 30 anni) di aver incaricato il medico legale di una serie di accertamenti tecnici irripetibili relativi alla morte del quarto componente della banda, Salvatore Brau, rimasto ucciso nella sparatoria. Gli imputati sono accusati di rapina, tentato omicidio e sequestro di persona. Dopo che i malviventi hanno ferito gravemente Locci, alla guida di un furgone del quale i quattro hanno tentato di impossessarsi sparandogli alla testa, uno di loro, Giuseppe Cadinu, ha infatti preso in ostaggio in una villetta una donna di 76 anni, Lucia Fois, il figlio, Stefano Stara di 48 anni e un’altra donna quarantenne. L’uomo, immediatamente assediato all’interno dello stabile, si è poi arreso al procuratore generale della Repubblica Ettore Angioni ed ha liberato gli ostaggi. Pare, peraltro, che prima di arrendersi ed uscire tra gli insulti dei passanti, Cadinu abbia voluto abbracciare la Fois. Le condizioni di Pietro Locci, intanto, non fanno che peggiorare. L’uomo è stato colpito alla fronte ed è subito stato sottoposto ad un intervento chirurgico presso l’ospedale di Brotzu. Stamattina la direzione della struttura sanitaria ha convocato i familiari dell’uomo, ma già ieri aveva comunicato che le speranze di un esito fausto della vicenda sono veramente esigue. Fra i feriti lievi della rapina figurano anche un carabiniere, colpito alla mano sinistra da un proiettile, ed un passante che ha riportato la frattura di un femore ed è ora ricoverato nell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Il bottino della rapina, un borsone con i soldi, è caduto ai banditi durante la sparatoria ed è stato recuperato.