Torino, 17 ott – “Io di te non mi stanco”: sono le parole con cui ogni domenica il Delle Alpi prima e l’Olimpico poi hanno accolto le giocate di Alessandro Del Piero. Un coro che testimonia un amore assoluto, talvolta perfino irrazionale, da parte dei tifosi verso quel giocatore che, come hanno detto in molti, semplicemente “è” la Juve. E’ probabilmente tenendo conto di questo legame che i dirigenti di corso Galileo Ferrarsi hanno alla fine deciso di rinnovare fino al 30 giugno 2010 il contratto del fantasista di San Vendemmiano mettendo fine ad un tormentone che stava diventando destabilizzante. Non poteva finire che così, del resto, e nessuno ha mai preso seriamente in considerazione le sirene inglesi di Briatore, le battute di Ancelotti o le avance dei presidenti di Brescia e Atalanta. Il capitano bianconero, quindi, ha firmato per tre anni. L’accordo economico prevede 4 milioni netti nel 2009 e 3,5 milioni negli anni successivi. Il compromesso raggiunto ha visto la società ritirare l’ipotesi del contratto a rendimento per il secondo anno e il giocatore accettare una riduzione dell’ingaggio. Mister Ranieri, in compenso, non avrà vincoli di sorta per quel che riguarda la formazione da schierare in campo, a differenza di quanto si era vociferato nei giorni scorsi. La svolta nella complicata trattativa è avvenuta nella giornata di ieri. Già verso mezzogiorno Stefano Del Piero, fratello e procuratore del giocatore, si è recato in sede, dove ha trovato l’amministratore delegato Blanc ed il direttore sportivo Alessio Secco. Per tutto il pomeriggio si è continuato a discutere, anche alla presenza del presidente Cobolli Gigli e del tecnico Claudio Ranieri. Solo intorno alle 22, quando entrambe le parti avevano già fatto delle concessioni rispetto alle posizioni iniziali, lo stesso Del Piero è giunto in sede ed ha firmato la versione definitiva del contratto alla presenza di due fiscalisti che hanno curato i dettagli tecnici. Sia il giocatore che la società hanno poi espresso soddisfazione: “Oggi abbiamo raggiunto un risultato importante per il futuro della Juventus – ha detto ad esempio Jean-Claude Blanc –. L’accordo con Del Piero conferma le nostre ambizioni e la fiducia in un giocatore di valore assoluto che continuerà a mettere la sua esperienza al servizio della squadra e di milioni di tifosi. Del Piero è un campione del mondo, un esempio di comportamento e di stile, un calciatore di classe che continuerà a scrivere pagine importanti della nostra storia”. Il numero 10 bianconero ha invece affermato di aver compiuto “una scelta decisiva per la mia carriera e per la mia vita”. Viene così scritto l’ennesimo capitolo di una storia lunga e ricca di colpi di scena. Alex Del Piero viene infatti acquistato dalla Juve nell’estate del ‘93. Il giocatore è giovanissimo ma è già circondato dalla fama di campioncino. Il suo ex allenatore al Padova, Mauro Sandreani, ricorda: “A volte in allenamento mi fermavo a vederlo giocare come se fosse un’opera d’arte”. Fra la società bianconera ed il giovane talento è subito amore. Il ragazzo viene scelto per ereditare il numero 10 di Roberto Baggio. Comincia a segnare in Italia e in Europa, dove nel ’96, in Champions, inventa il “gol alla Del Piero”, infilando per ben sei volte la palla sul secondo palo del portiere a partire dal vertice opposto dell’area di rigore. L’idillio si spezza – e, forse, non si ricomporrà più nella medesima forma – l’8 novembre 1998, al 92esimo minuto di Udinese-Juventus, quando per recuperare una palla inutile a fondo campo Alex si lesiona i legamenti crociati anteriori e posteriori del ginocchio sinistro. Da allora il numero 10 non tornerà più lo stesso anche se, dopo un paio di stagioni da dimenticare, riesce a ritornare su buoni livelli, seppur a fasi alterne. Il bilancio globale dell’avventura di Del Piero in maglia bianconera è comunque impressionante: 218 gol totali, record assoluto di tutti i tempi per la società torinese, 44 gol nelle competizioni europee, 85 presenze in nazionale con 27 gol che ne fanno il miglior marcatore azzurro attualmente in attività e il quarto di sempre a pari merito con Baggio. E di certo, guardando i numeri, si può ben capire perché i tifosi continuino a cantare: “Io di te non mi stanco”.
(Asc/Cog)