Roma, 17 ott – La Casa delle libertà si astiene sul testo relativo alle riforme costituzionali. Ad annunciare l’astensione sul provvedimento che prevede, tra le altre cose l’elezione del Senato federale e la riduzione del numero dei deputati dagli attuali 630 a 512, era stato questa mattina, al termine del vertice dei capigruppo dell’opposizione, Gianfranco Fini. “Abbiamo una posizione unitaria – ha spiegato il leader di Alleanza nazionale – Si va verso l’astensione motivata”. Tuttavia, ha tenuto a sottolineare un comunicato della Cdl, va sottolineato che il proseguimento dell’iter parlamentare della legge non può “essere inteso come una sorta di salvacondotto per la sopravvivenza di un governo che tutto il centrodestra considera giunto al termine della sua corsa”. Nel pomeriggio la commissione Affari costituzionali della Camera ha dato il disco verde al provvedimento nonostante l’astensione della Cdl. Il centrodestra si è trovato d’accordo anche “sull’opportunità di avviare immediatamente l’iter di modifica della legge elettorale al fine di verificarne la fattibilità e di chiedere al presidente Bertinotti, al fine di accelerarne i tempi, la possibilità di trasferimento alla Camera del provvedimento oggi incardinato dal Senato”. In particolare, ha spiegato Gianni Alemanno confermando comunque che An “è favorevole al taglio dei parlamentari”, la Cdl si astiene perché “la formulazione del Senato federale che esce dal testo non è chiara e non e’ adeguata a creare un vincolo forte fra le autonomie regionali e quello che è l’interesse nazionale”. Secondo quanto riferito da Elio Vito, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, la presa di posizione del centrodestra in Commissione è stata accolta “con soddisfazione dal presidente Berlusconi”. Si è deto invece esterrefatto Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione, che ha affermato: “Le riforme sono nell’interesse del Paese e non di una sola parte”. “Bisogna una volta per tutte – aggiunge – bandire la tattica e affrontare congiuntamente il tema delle riforme, invece che continuare a fare, come la Cdl, che le utilizza per fare polemica politica”. Massimo Donadi parla a nome di Italia dei valori auspicando “una discussione che coinvolga tutte le forze politiche sul tema delle riforme costituzionali”. “In questo senso – ha aggiunto – lascia ben sperare la richiesta di portare alla Camera l’iter di modifica alla legge elettorale”. Ma su questo punto Bertinotti è stato chiaro: “Piuttosto che cominciare una discussione sul dove – ha dichiarato – è meglio accelerare la discussione sul cosa e, allo stesso livello, sul quando perché il tempo è dirimente”. Per il governo parla il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti: “L’astensione è un passo indietro perché su un tema come quello delle riforme e della legge elettorale non può prevalere il vincolo di coalizione”. “In commissione – osserva Chiti – c’era stato un percorso condiviso con Lega, An e Udc avevano votato con la maggioranza quindi non capisco perché, per esigenze di riallineamento si torna indietro con l’astensione”.
(Fca)