Bruxelles, 22 ott – Si chiude oggi il caso “Microsoft”: il colosso informatico di Bill Gates si è convinto ad adottare tutte le misure richieste dall’Unione europea necessarie per rispettare gli obblighi indicati dalla decisione dell’antitrust europeo del marzo 2004. Lo ha reso noto Neelie Kroes, commissario europeo per la concorrenza che, nel corso di una conferenza stampa, ha dato atto al management del colosso informatico di aver avuto un atteggiamento “molto costruttivo”, pur sottolineando un certo rammarico per il fatto “che ci sia voluto tanto tempo, due sentenze della Corte di Giustizia Europea e l’imposizione di multe giornaliere”. La commissaria olandese ha anche sottolineato che “oggi è un gran giorno per tutti i consumatori, non solo quelli europei”. Tre gli obblighi “accettati” da Bill Gates: il libero accesso per tutti i costruttori di software open source alle informazioni; la riduzione del costo di questi dati a 10.000 euro da pagare una sola volta e, per finire, le royalties per una licenza mondiale che includa il brevetto saranno ridotte da 5,95% a 0,4%, ossia meno del 7% originariamente richiesto. In accordo con gli altri operatori, Microsoft garantirà la completezza e l’accuratezza delle informazioni fornite. La Corte europea aveva respinto l’appello presentato dalla Microsoft contro la multa inflitta nel marzo 2004, quando la Commissione di Bruxelles, nella persona di Mario Monti, ex commissario per la concorrenza e responsabile dell’inchiesta, ritenne il colosso americano colpevole di abuso di posizione dominante. La maxi-multa, 497 milioni di euro, fu la più alta mai inflitta dall’Ue ad una singola impresa, superando, anche se di poco, i 462 milioni di euro di sanzione imposti al gruppo Hoffmann-La Roche nel 1999. In quel caso però l’accusa era di appartenere a un cartello, mentre per abuso di posizione dominante – di cui era responsabile la Microsoft – la multa maggiore è stata quella di 75 milioni di euro ai danni al gruppo Tetra Pak nel 1991.
(Fam/Cog)