Roma, 23 ott – L’Italia è in ritardo sull’occupazione femminile. E’ tra gli ultimi Paesi in Europa. Il tasso di donne occupate si attesta al 46,3%, rispetto alla media dell’Unione del 57,4, un risultato largamente al di sotto dell’obiettivo finale (60% nel 2010) e anche dell’obiettivo intermedio fissato al 57% per il 2005. Motivo per cui s’impone un “cambio di passo nelle politiche a favore delle donne equiparando le condizioni di partenza nella società tra uomini e donne e includendo la dimensione femminile in un nuovo patto intergenerazionale”. E’ questo il messaggio che emerge dalla Nota aggiuntiva “Donne, Innovazione, Crescita” al Rapporto annuale sullo stato di attuazione della Strategia di Lisbona adottata oggi dal Ciace, il Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei. Il documento è stato promosso e redatto dal ministro per le Politiche europee, Emma Bonino, di concerto con il ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, in collaborazione con gli altri ministri interessati, in particolare il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi e del Lavoro e della Previdenza sociale, Cesare Damiano. La Nota Aggiuntiva, presentata oggi a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Romano Prodi e dai ministri Bonino, Bindi, Damiano e Pollastrini, è centrata sulle donne e sulle politiche per favorire l’occupazione femminile e si propone di avviare un percorso per rendere più efficace, in tale campo, l’azione del governo che ha come obiettivo il 2010, quando, secondo i punti qualificanti della Strategia di Lisbona, l’occupazione femminile dovrebbe raggiungere il 60 per cento. Per sostenere l’occupazione femminile, il governo sta lavorando a un ‘piano d’azione straordinario’ in cui si prevedono politiche fiscali a favore delle imprese che assumono donne; l’incentivazione per i servizi e le politiche per la conciliazione dei tempi di cura e del lavoro e il sostegno all’imprenditoria femminile. Il premier Prodi, che ha definito “desolante” il quadro dell’occupazione femminile in Italia sottolineando gli 11 punti di distacco dalla media europea, si è detto preoccupato anche per il trattamento riservato alle donne: “Allo stesso livello la media del guadagno femminile è inferiore ai pari grado uomini”, ha detto il premier aggiungendo che “in ogni concorso fatto seriamente le donne vincono più degli uomini, è una mia esperienza personale”. Ha parlato di una “fotografia sobria ma impietosa” anche il ministro Bonino: ‘”Questo ritratto – ha aggiunto – non serve per piangerci addosso ma perché serve un cambio di passo”. Non a caso il ministro Pollastrini ha definito quelle contenute nel documento “misure d’urto che il governo vuole mettere in atto per invertire la tendenza non solo sul piano economico ma anche culturale. Ovviamente – ha aggiunto – nessuno ha la bacchetta magica”.
(Fca)