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ANZIANI, FORUM GOLD AGE: IL 90% STA BENE E CHIEDE PIU’ ATTENZIONE

it@withub.it by it@withub.it
24 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 24 ott – All’ottavo forum “Gold Age” organizzato da 50&Più Fenacom in collaborazione con la Regione Lazio, che si tiene fino a domani a Fiuggi, questa mattina si presenta la decima edizione del rapporto “Essere anziano oggi – Il passaggio dall’io al noi” (sottotitolo: “Dinamiche e prospettive dell’associazionismo anziano”) a cura di Nadio Delai, direttore della società di studi Ermeneia. “Oggi gli anziani – spiega – non possono essere racchiusi in un’unica categoria, ce ne possono essere cinque. Per esempio siamo in presenza di una nuova categoria: quella degli ultra centenari che ha raggiunto quasi le 10.000 unità in Italia. Un dato impressionante se rapportato alle 150 persone ultra centenarie del 1951”. E sottolinea che “se il 90% degli anziani sta bene, solo il 2,5% non sta proprio bene e il 7,5% ha qualche problema, ancora l’opinione pubblica ritiene che in Italia ci sia solo circa il 30% di persone anziane che stanno bene. Quindi oggi l’interrogativo è: come fare in modo che gli anziani siano considerati in maniera nuova da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica in generale?” “Le politiche rivolte all’anziano vitale devono essere prioritarie – afferma Delai -, anche se gli interventi nei confronti del 10% degli anziani fragili non va assolutamente trascurato; è importante investire nella parte vitale della popolazione anziana affinché non diventi fragile. Anche se ormai l’anziano è forte e sta bene (in Italia parliamo di 15 milioni di persone) da parte del mercato non c’è una visione che rispecchia questa realtà. Le aziende si occupano di pannoloni ma difficilmente pensano di produrre una macchina sportiva a misura di anziano con un contachilometri con numeri più grandi oppure di rendere più leggibili le date di scadenza sullo yogurt”. E conclude: “Di soggettività individuale si può morire, serve quindi una più forte rappresentanza degli anziani attraverso un associazionismo di categoria sempre più forte. La domanda che parte degli anziani di oggi è di passare dalla dimensione individuale a quella collettiva. Un segnale di contrasto all’antipolitica”.
(Grm)

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