Roma, 25 ott – “Non ho nulla contro il collega ma si tratta di una questione politica rilevante. Il naturale proscioglimento porta al ritorno in bianco della credibilità, farlo per altre strade lascerà sempre un alone di sospetto”. Con queste parole il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro lancia una nuova puntata della querelle con il collega “avversario” Clemente Mastella. Nella giornata in cui Italia dei Valori e Udeur si scontrano in Senato sul voto degli emendamenti al dl collegato alla Finanziaria, facendo traballare più volte la maggioranza, e la sede del quotidiano dell’Udeur, “Il Campanile”, viene perquisita dagli uomini della Polizia giudiziaria, il ministro torna a parlare dell’inchiesta Why Not, del pm De Magistris e delle indagini. “Che Prodi e Mastella – ha detto Di Pietro – siano messi sotto osservazione rientra nella fisiologia delle cose. Chi riveste incarichi importanti ha una miriade di rapporti e qualcuno può approfittarne. Essere sotto inchiesta non delegittima. La caduta di credibilità delle istituzioni è che ci si attivi per rimuovere chi mette sotto inchiesta”, aggiunge riferendosi al trasferimento del pm De Magistris richiesto dal guardasigilli. “Le parti processuali facciano la loro parte – è l’appello di Di Pietro – Ci sono i giudici successivi per far valere le proprie ragioni, ma sempre in via endoprocessuale”. Il ministro ha ribadito che la stampa italiana ha voluto “strumentalizzare” i botta e risposta con il leader dell’Udeur “ma ritengo – ha aggiunto – che si tratti, invece, di una questione politica rilevante. Spingere per una soluzione a ridosso di una decisione importante da una immagine di continuità tra la politica dell’attuale governo e quella del centrodestra”. Il ministro delle Infrastrutture ritiene però che Mastella non dovrebbe dimettersi in seguito alle indagini della Procura, almeno “non in questa fase”. “L’inchiesta può chiudersi con un proscioglimento – ha spiegato ancora Di Pietro – nessuno può permettersi di chiedere il fermo di una attività professionale quando lo sbocco della vicenda è a 360 gradi”.
(Fca)