Roma, 25 ott – Regnante Berlusconi, “gli economisti indipendenti de lavoce.info non avevano certo i calzoni corti. Eppure non ho ricordo che abbiano all’epoca tempestato di critiche quotidiane il governo di centrodestra come stanno facendo da un anno e mezzo col governo Prodi. Mi domando il perché e lo chiedo ogni volta che ne ho l’occasione ma non ho risposta. Sicché continuo a riproporre la domanda: perché tanto silenzio allora e tanta loquela oggi?”. A questa domanda posta da Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, nel suo editoriale del 14 ottobre, la redazione de la voce.info (think tank di economisti di orientamento liberal-progressista) aveva risposto il giorno successivo rivendicando la propria indipendenza di giudizio e invitando Scalfari a rileggersi “tutti gli articoli scritti e pubblicati in questi anni, a partire dai commenti alle Leggi Finanziarie varate dal 2002 in poi”. Il botta e risposta tra il giornalista e gli economisti ha avuto in questi giorni un seguito sulle pagine del sito lavoce.info, che pubblica una lettera privata inviata da Scalfari a Tito Boeri, tra i più noti esponenti del gruppo. “Approfondire i vostri testi consultando lavoce – scrive Scalfari – è un’impresa impossibile se estesa su cinque anni. Perciò ti credo sulla parola: avrete sicuramente fatto il vostro lavoro critico anche nel quinquennio berlusconiano che, spero me ne darai atto è stato dal punto di vista economico e finanziario assai più nefasto dei diciotto mesi prodiani. Ho comunque voluto fare un sondaggio e l’ho fatto soltanto su di te, che sei il più intelligente e aperto di tutto il gruppo. Ho scorso i tuoi titoli su lavoce ho scartato gli articoli che parlavano di altro, immigrazione etc, e mi sono concentrato sui testi finanziari. Gran parte parlano di pensioni che è un argomento certamente importante ma ben delimitato. Ho ritrovato in quelle pagine la nostra polemica di allora e credo, a rileggerla oggi, che tu avessi parzialmente ragione. Avevi ragione certamente sul problema che la permanenza al lavoro degli anziani non penalizza necessariamente i giovani (ma Giavazzi se l’è presa con Fabiani che toglie lavoro ad un più giovane eventuale); ma insisto sull’idea che l’assistenza è una cosa e la previdenza è un’altra. Comunque è acqua passata. Vengo ai tuoi articoli durante il quinquennio berlusconiano. Ne ho trovati non più di tre o quattro: le critiche alla Finanziaria 2003, le critiche alla finanziaria 2004, le critiche al Dpf 2004/5. Altro non ho trovato. Le critiche erano severe quanto basta. L’anima è salva. Il martellamento non c’è stato. Nei diciotto mesi prodiani tu avrai scritto a dir poco 30 articoli contro la politica economica e finanziaria di questo governo. Lo squilibrio è palese”. Ed ecco la replica de la voce.info. “Caro Scalfari, i conteggi non vanno fatti solo sugli articoli di Tito Boeri, ma su quelli dell’intera redazione. Possono cambiare, infatti, le funzioni assegnate ai singoli redattori. Alcuni degli economisti che, durante il Governo Berlusconi, si erano occupati di conti pubblici, non hanno più scritto di questo tema con il Governo Prodi in carica, in virtù di incarichi istituzionali nel nuovo Governo. E’ una scelta redazionale che avevamo applicato ad altri redattori durante il Governo Berlusconi. Questo ha fatto sì che Boeri dovesse occuparsi di più di conti pubblici in questa legislatura. Una misura più accurata delle posizioni espresse sul sito viene dai sommari che riassumono i contenuti di ciascun aggiornamento del sito. Nei primi 17 mesi di Governo Prodi ci sono stati 105 aggiornamenti con sommari in 26 casi critici nei confronti del Governo. Dunque uno su quattro. In un periodo di tempo comparabile con il Governo Berlusconi (i 17 mesi da fine settembre 2004 a fine febbraio 2006) ci sono stati 90 aggiornamenti, di cui 28 critici. Quindi in più del 30 per cento dei casi. Sarebbe stato meglio forse fare queste verifiche prima di accusarci ingiustamente di parzialità. Ci fa piacere, comunque, la grande attenzione che Lei dimostra nei confronti del nostro lavoro e speriamo in futuro di potere essere anche di maggiore aiuto al suo”.
(Pap)