Roma, 31 ott – La crisi mutui sta per investire anche il nostro Paese. Parola del governatore di Bankitalia Maro Draghi. Ma ad impoverire le famiglie italiane non è solo costo della casa ma, anche quello dei generi di prima necessità come pane e pasta, per non parlare del caro bollette. Oggi, le notizie arrivate da più parti disegnano il quadro del Belpaese come uno Stato sull’orlo del baratro economico. Ad imprimere il primo tratto su questa sorta di “Cahier de doléance” dello stato economico-finanziario delle famiglie di casa nostra è stato questa mattina proprio Draghi che, nel suo intervento nell’ambito dell’83esima giornata mondiale del risparmio, ha ipotizzato l’espandersi della crisi-mutui che ha messo già in ginocchio le famiglie americane. “Per le famiglie e le imprese, il rialzo del tassi interbancari – ha detto – si rifletterà in un aumento del costo dei prestiti a tasso variabile, che rappresentano tre quarti del totale dei prestiti a medio e a lungo termine”. Insomma, avverte il governatore, “se le tensioni sui mercati dovessero prolungarsi, gli oneri per i debitori potrebbero diventare significativi”. Ed è lui stesso, poi, nel corso del suo discorso a dare una misura alla parola “significativi”: “Per le famiglie che hanno un finanziamento indicizzato al tasso Euribor a 3 o 6 mesi – spiega – un rialzo permanente di 50 punti base comporterebbe un aggravio dell’ordine dello 0,6% del reddito disponibile”. E le famiglie esposte al rischio sono veramente tante visto che tra il 2002 e il 2006 – secondo i dati forniti dallo stesso Draghi – i mutui alle famiglie sono cresciuti a ritmi quasi doppi rispetto alla media europea”. Ma in questa giornata nera per le tasche degli italiani non si parla solo di casa ma di aumento del costo della sopravvivenza. A lanciare l’allarme è l’Istat che registra un’impennata dell’inflazione: dall’1,7% di settembre al 2,1% di ottobre. Responsabile di tutto questo, secondo l’istituto di statistica, sarebbe il caro prezzi che ha interessato pane, pasta, luce e gas. Da settembre ad oggi, ad esempio, il prezzo del pane è cresciuto del 10%, quello della pasta del 6,5%. Record per il pollo in cui costo si avvia ad una crescita del 7,3%. Ritorna a salire anche il prezzo dell’energia che, dopo la frenata di settembre (0,1%), registra un aumento del 2,9. In particolare la benzina in un anno è cresciuta del +6,9%, mentre il gasolio da appartamento, quello che serve per i riscaldamenti, del 5,3%. Unico dato positivo è quello relativo alla crescita occupazionale che ad agosto nelle grandi imprese ha registrato un +0,4%. Bene anche il lavoro nei servizi (+1% rispetto ad agosto 2006 e +0,1% rispetto a luglio 2007). E gli stipendi? Anche per quelli il grafico va verso l’alto: +3,3% nell’industria e +0,9% nei servizi. Una magra consolazione vista la crescita delle spese. A fare da sfondo a questa fotografica tutt’altro che idilliaca c’è il prossimo varo della legge finanziaria, sicuramente più leggera di quella dello scorso anno ma che sicuramente non risolve il problema della “terza settimana”. “Sentiamo reclamare – dice il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa – che le tasse vanno abbassate, la caduta del debito va accelerata, la spesa va tagliata, che i servizi pubblici devono essere sviluppati. Non è possibile soddisfare tutte le istanze”. Ci vorrebbe – continua – “una moltiplicazione dei pani e dei pesci” e questo, ovviamente, non si può fare. “Ciò che è impopolare oggi – dice – sarà popolare domani”. Per quanto riguarda l’oggi, forse agli italiani, quella “moltiplicazione dei pani e dei pesci” piacerebbe, almeno per poter cucinare anche la quarta settimana.
(Clb/Caf)