Roma, 6 nov – Non c’è nemmeno il tempo per soffermarsi a ricordare l’indimenticato “barone” Nils Liedholm, per i giallorossi. Già stamattina, infatti, la Roma è partita da Fiumicino alla volta di Lisbona, dove domani scenderà in campo contro lo Sporting per la quarta giornata di Champions League. Il responsabile tecnico Bruno Conti non ha invece seguito la squadra in questa delicata trasferta, dato che giovedì rappresenterà la società capitolina alle esequie del tecnico svedese che sulla panchina giallorossa conquistò uno scudetto nel 1983. La società, inoltre, ha chiesto di poter scendere in campo domani col lutto al braccio. Nella bolgia dell’“Estadio Jose Alvalade XXI” di Lisbona, tuttavia, gli uomini di Spalletti non potranno cedere al richiamo delle emozioni, ma anzi rimanere quanto mai concentrati per non farsi raggiungere al secondo posto nel girone dagli uomini di Bento. L’ultimo turno di campionato, con i tre punti che sembravano già in tasca e che invece sono sfumati negli ultimi secondi grazie al gol di Giovinco, ha lasciato molto amaro in bocca. Non pochi commentatori hanno accusato la squadra di essere troppo leziosa e di perdersi narcisisticamente nella contemplazione delle proprie perfette geometrie a discapito di quel sano cinismo che deve trovar posto nel bagaglio di ogni squadra che si voglia vincente. I giallorossi, quindi, sono chiamati contro lo Sporting ad una prova di maturità e lucidità. In attacco ci sarà ancora Mirko Vucinic. Francesco Totti, infatti, non ha ancora recuperato dall’infortunio rimediato nella sfida d’andata contro i portoghesi. Non sarà della partita nemmeno Christian Panucci, che va quindi ad aggiungersi all’elenco, qualitativamente pesante, degli indisponibili, che oltre al capitano annovera Taddei, Aquilani e Andreolli. Per la Roma sarà la prima gara ufficiale in casa dello Sporting Clube de Portugal – questo il nome originale del club – che comunque ha vinto solamente una delle ultime nove partite casalinghe disputate in Champions League, peraltro proprio ai danni di un’italiana: l’Inter, battuta per 1-0 nel settembre 2006. E proprio la squadra nerazzurra, impegnata contro il Cska Mosca, sarà l’altra protagonista italiana del turno di Champions in programma domani sera. In queste ore, le preoccupazioni principali per il tecnico Mancini riguardano senz’altro un centrocampo che ha perso per infortunio Vieira, Stankovic, Jimenez e Figo. La rottura del perone da parte del portoghese nel match di domenica sera contro la Juventus ha provocato un misto di rabbia e sconforto. Se il presidente Moratti è stato duro con Pavel Nedved, autore del fallo sul talentuoso giocatore nerazzurro, Mancini ha preferito smorzare i toni, parlando di “incidente di gioco che ci può stare”. Per i nerazzurri, in ogni caso, sarà fondamentale vincere per mantenere il primo posto nel girone, conquistato vincendo le due partite successive alla brutta sconfitta d’esordio contro il Fenerbahce. I turchi, tuttavia, seguono l’Inter distaccati di un solo punto e il Psv Eindhoven, terzo, è a meno due. Per gli uomini di Mancini, quindi, non sono ammessi passi falsi.