Roma, 6 nov – Un maestro del giornalismo italiano è scomparso e oggi, per usare le parole del presidente dell’Ordine della Lombardia Franco Abruzzo, purtroppo “l’Albo è più leggero”. E’ unanime il cordoglio del mondo dell’informazione e della comunicazione per la scomparsa di Enzo Biagi, uno dei più illustri testimoni del ‘900. Dai direttori di telegiornale ai colleghi della carta stampata, dai redattori di lungo corso ai giovani che si affacciano per la prima volta alla professione, tutto il mondo del giornalismo è scosso per la perdita di quello che, forse più di ogni altro, rappresentava un esempio vivente della professione. E i ricordi più intensi e commossi sono forse proprio quelli dei grandi direttori dei quotidiani nazionali: il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari spiega di provare “affetto e dolore”, aggiungendo che “una frase non basta per ricordare un giornalista della sua grandezza” e che domani affiderà alle colonne del giornale “un lungo ricordo dell’amico scomparso”. Enzo Biagi, ha chiosato il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli “è una persona ancora viva, un uomo che ha lavorato fino all’ultimo giorno, un uomo di una forza che non ha eguali nella nostra professione”. Mieli, intervenuto alla puntata della nuova trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale 5, “Panorama del giorno”, ha spiegato che in questi ultimi giorni di malattia non è andato a visitarlo in clinica perché “a lui dava fastidio mostrarsi malato”. “Ogni volta che ci incontravamo – ha poi raccontato – mi salutava sempre con la stessa frase: guarda che se c’è qualche servizio che uno dei tuoi non vuol fare, se hai qualche giornalista pigro che non vuol partire, tu chiama me, che io parto subito”. A piangere Biagi è anche il sindacato dei giornalisti,
(Mca)