Roma, 7 nov – “L’Italia è una delle destinazioni preferite dai romeni che emigrano. Secondo i dati ufficiali, in Italia lavorano oltre 600.000 romeni, però, le stime non ufficiali parlano di cifre sensibilmente superiori. La realtà mostra che ultimamente il numero dei romeni che commettono reati in Italia è in preoccupante crescita”. Questa la riflessione di Georgeta Paun, presidente Enas Romania. “Secondo i dati ufficiali – ha spiegato il presidente in una nota- l’anno scorso, gli immigranti romeni superavano il 75% del totale dei protagonisti dei reati commessi a Roma, mentre l’immigrante romeno è diventato, nella mente dell’italiano comune, il ritratto-robot del criminale, del delinquente”. Per risolvere i problemi causati in Italia dagli immigranti romeni “sono state lanciate – continua la nota- delle iniziative a livello ufficiale. In occasione dell’incontro tra il ministro romeno degli Interni, Cristian David e il ministro italiano della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero: la parte romena ha proposto l’intensificazione della cooperazione tra le due polizie e un piano di misure sociali (accesso alla pubblica istruzione e posti di lavoro) che spingano i romeni a ritornare volontariamente nel paese di origine”. “Sono stati realizzate – ha proseguito Paun – partnership a livello delle autorità locali tra i municipi di Roma e Torino, da una parte e quelli di Calarasi, Drobeta – Turnu Severin, Craiova e Bacau, dall’altra, per trovare posti di lavoro per i cittadini romeni che rientrano nel paese. La soluzione per la riduzione della delinquenza romena in Italia non può essere cercata solo a livello ufficiale, essendo assolutamente necessaria l’implicazione del settore non governativo”. (SEGUE)