Roma, 7 nov – La morte di Enzo Biagi, come prevedibile, ha riacceso le polemiche sul cosiddetto “editto bulgaro” di Silvio Berlusconi, ovvero sulle dichiarazioni dell’allora presidente del Consiglio circa un “uso criminoso” del mezzo televisivo da parte di Santoro, Luttazzi e, appunto, Biagi, i quali furono poi allontanati dalla Rai, secondo alcuni commentatori proprio in conseguenza delle parole del leader di Forza Italia. “Non c’è mai stato un editto bulgaro né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione”, si è difeso oggi lo stesso Berlusconi. “Tutto è stato sconvolto – ha continuato il leader della Cdl – la verità è che io criticai, e la critica è ancora valida, come veniva usata la tv, soprattutto quella pubblica, pagata con i soldi di tutti. Dissi poi che i nuovi dirigenti avrebbero dovuto evitare che la cosa si ripetesse. Non c’era nessuna intenzione di far uscire dalla televisione e neppure di porre veti alla permanenza in tv di chicchessia. Quindi ancora una volta è stato tutto deformato dalla sinistra. Oggi, comunque, nella prima pagina dell’Unità mi si rende giustizia, perché quello che io ebbi a dire era solo che non si doveva fare un uso della tv di un certo tipo”. Berlusconi ha comunque affermato che non si recherà presso la camera ardente del giornalista poiché, ha detto, “di solito non faccio queste cose”. Sull’episodio è intervenuto anche un altro esponente del centrodestra, ovvero Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, al quale, in una trasmissione di Radio Anch’io, è stata chiesto se per caso si sentisse in colpa per non essersi opposto all’“editto”. “Sbagliai? – ha risposto Casini – Può darsi, ma ho la coscienza a posto perché so che nei 5 anni in cui ho fatto il presidente della Camera, ho servito l’Italia e non me ne sono servito e, anche nei confronti del governo, ho sempre difeso il parlamento”. (SEGUE)