Livorno, 9 nov – “Saper coniugare la dimensione locale con quella globale rappresenta la carta vincente della collaborazione tra il sistema delle Camere di commercio in Italia e delle Camere di commercio italiane all’estero. La Convention di Livorno è un’occasione importante per fornire agli oltre 180 delegati esteri una più profonda conoscenza dei territori in cui si originano le eccellenze italiane attraverso il contatto e gli incontri programmati con gli imprenditori italiani, in particolare livornesi e toscani”. E’ quanto ha affermato il presidente di Assocamerestero, Edoardo Pollastri, presentando la 16.ma Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, che si tiene da domani al 16 novembre a Livorno, occasione per vedere riunite le Camere di Commercio Italiane all’Estero insieme ad esponenti di governo, istituzioni regionali e locali, del mondo economico e produttivo, dell’università e della ricerca e della cultura. La Convention, organizzata da Camera di Commercio di Livorno, insieme ad Assocamerestero, con la collaborazione di Unioncamere e Unioncamere Toscana e con il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Livorno e Comune di Livorno, si concentrerà su come le Ccie possano integrare l´economia dei territori nel processo della globalizzazione. Verrà quindi analizzato lo stato di sviluppo della rete camerale all’estero, che vanta 73 Camere presenti in 48 Paesi nel mondo, che hanno complessivamente 140 uffici e oltre 23 mila imprese associate, di cui circa il 70% sono aziende locali che operano o sono interessate ad operare con l´Italia. “Numerose sono le Camere di Commercio toscane che hanno sottoscritto da tempo accordi di collaborazione con le strutture omologhe all’estero, aprendo anche numerosi desk presso le loro sedi”, sottolinea il Presidente di Unioncamere Toscana, Pierfrancesco Pacini, “d’altronde l’analisi congiunturale e strutturale dell’economia italiana, di quella toscana e di quella delle nostre province dimostra come non si possa più prescindere dal rapporto con l’esterno, infatti ben il 24% circa del nostro Prodotto Interno Lordo dipende dalle esportazioni, un dato questo che fa riflettere sul fatto che gli scambi con l’estero sono una necessità per garantire un buon utilizzo della capacità produttiva delle nostre imprese”.
(Grm)