Coverciano (Firenze), 12 nov – In un momento drammaticamente difficile per il nostro calcio, la sosta del campionato di calcio giunge quanto mai propizia per soffermarsi a riflettere su quanto accaduto. Ma se la nazione deve interrogarsi su quanto accaduto, la Nazionale deve staccare il biglietto per l’Europeo. Per quanto sia possibile, dunque, l’Italia deve riuscire a isolarsi dal marasma per cercare la concentrazione in vista dell’impegnativo match in programma a Glasgow, sabato prossimo. All’Hampton Park, ci si gioca l’accesso ai campionati europei. Per il pass, è sufficiente un pareggio – fatto salvo il logico disbrigo della pratica Far Oer –, ma è vietato sbagliare. Da oggi, i convocati del ct Roberto Donadoni sono al lavoro e il mister, nel suo incontro con la stampa, rimarca un concetto espresso da tempo: non si va in Scozia per speculare sul pari. “In tutta la mia carriera – dice Donadoni – non ho mai approcciato una partita convinto di dover giocare per il pareggio”. Questa dichiarazione non è casuale. Respinge le accuse provenienti da oltralpe, con il solito attacco del ct francese Domenech che parlava di “pari annunciato” fra Italia e Scozia. Tuttavia, in questo momento, è meglio evitare qualsiasi polemica, anche in considerazione della tragedia di ieri e della giornataccia vissuta a Bergamo e Roma. Gli azzurri, ovviamente, non hanno smaltito gli eventi. Difficile restare concentrati solo sul calcio. “Il mio compito – precisa Donadoni – è di riuscire a plasmare una squadra capace di dare il massimo in campo, ma non posso restare indifferente di fronte a certe vicende”. Ma il cittì non riesce a tenersi dentro il rammarico. “A Bergamo e Roma – osserva – si sono registrati atti di pura follia. Sono quasi nauseato dall’accaduto. Anche io, come tanti altri, ritengo che il calcio italiano sia ormai vittima e ostaggio dei violenti. Tuttavia, non riesco a pensare che ne sia diventato schiavo”. Uno stop ai campionati, a suo giudizio, non aiuterebbe più di tanto. (SEGUE)