Roma, 12 nov –“Io non ho il minimo dubbio che la maggior parte degli operatori delle forze dell’ordine siano dedite e caratterizzate da una cultura democratica, ma quando accadono cose che sembrano dire il contrario bisogna intervenire”. “Il crimine – aggiunge – va perseguito, da una giustizia che punisca chi delinque in modo preciso, in tempi brevi e con pene certe. Questo è il punto debole del sistema italiano. Va ripristinato lo Stato di diritto, ovvero la credibilità delle Istituzioni e non la forza repressiva”. Infine, il presidente della Camera ammette che ieri avrebbe sospeso tutte le partite “per lutto” anche se, precisa, “non saprei dire se dal punto di vista dell’ordine pubblico sarebbe stata una scelta efficace”. Bertinotti paragona la reazione di ieri a quella che ha fatto seguito all’aggressione di Giovanna Reggiani, la donna uccisa a Roma da un cittadino rumeno. “Ieri – afferma – si gridava in modo indiscriminato ‘assassini’ a tutti i poliziotti, quasi che tutti loro fossero responsabili della morte di Sandri, così nel caso nel rumeno assassino sono stati criminalizzati tutti i rumeni, quelli che fanno l’operaio edile o la badante, come se la cancellazione dei rumeni fosse la cancellazione della violenza”. “La violenza negli stadi – aggiunge – è la spia di una condizione più generale”. “Esprime in quel mondo un’attitudine alla violenza che è più diffusa di quello che appare. E’ una violenza contro, come una furia distruttiva”. Domani alle 10.30, come richiesto a gran voce dall’opposizione, il ministro dell’Interno Giuliano Amato riferirà nell’Aula della Camera sull’omicidio di Gabriele Sandri e sugli scontri di ieri sera.
(Fca)