Roma, 13 nov – “Grazie al nostro contributo – dice D’Amico – in aula il testo sta migliorando, ma per il giudizio complessivo aspettiamo la fine”. Anche Ferdinando Rossi lascia in sospeso la sua posizione: sul voto deciderò domani – afferma – comunque o mi esprimerò a favore o uscirò dall’aula. La maggioranza, però, poco dopo dà il via libera a un suo ordine del giorno che impegna il governo a considerare il contributo che la Banca d’Italia nella riduzione del debito e per la ripresa socio-economica del paese. Chissà se basterà questo al senatore ex Pdci per rientrare nel solco della maggioranza e appoggiare domani il varo della manovra. Per quanto riguarda i senatori a vita si registrano posizioni contrastanti. Probabile il voto favorevole di Colombo, Montalcini e Scalfaro. Andreotti, considerato fino a qualche ora fa “in bilico”, ha chiarito che “la finanziaria va approvata” quindi, se fosse necessario, esprimerà il suo voto favorevole. “In fondo – ha chiarito – sono governativo dalla nascita”. Non si muove, invece, dalle sue posizioni l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga che aspetta ancora il “no” di Prodi alla commissione d’inchiesta sul G8, altrimenti sarà lui a dire “no” alla finanziaria. Comunque – ammette – “il mio voto sarà ininfluente perché la maggioranza passerà la prova”. Anche il governo ostenta sicurezza ma Palazzo Madama è sotto presidio. Passeggia in transatlantico il ministro dei Rapporti con il parlamento Vannino Chiti che si dice tranquillo “a meno che…”. A meno che? “Non ci sia un’operazione politica da parte di Berlusconi, anche se al momento io non la vedo”. Getta acqua sul fuoco anche sull’incognita “D”, ovvero la componente liberaldemocratica. (SEGUE)