New York, 13 nov – Un gruppo di diciannove ex piloti e politici ha chiesto al governo americano di riaprire le indagini condotte negli anni scorsi sull’esistenza degli Ufo. Il “Project Blue Book”, condotto dall’aviazione statunitense, fu interrotto negli anni ’60: si trattava di un gruppo di studio, formato da piloti e militari provenienti da sette paesi diversi che avevano dichiarato almeno un avvistamento di oggetti volanti non identificati nella propria carriera. Negli anni seguenti alla chiusura del progetto, l’aviazione americana ha sempre detto di non aver mai trovato particolari che inducessero a riavviare le indagini. Ogni anno, però, sono centinaia le testimonianze di piloti e civili che dichiarano di aver visto un ufo negli Stati Uniti, incontrando quasi sempre grande scetticismo, sia da parte dell’opinione pubblica che, soprattutto, dalle autorità. Il neonato pool, per lo più composto da ex militari, ha ora chiesto al governo americano di tornare a indagare con urgenza e di “prendere la situazione con maggiore serietà, così da poter dare una spiegazione razionale e credibile ai numerosi avvistamenti”. Secondo il pool, infatti, il proliferare nei cieli americani di globi lampeggianti e sfere luminose non può essere trascurato poiché, scrive la BBC, “facente parte degli interessi della sicurezza nazionale”. Dopo gli attacchi dell’11 settembre, alcuni dei membri del pool avevano emesso un comunicato, chiedendo che non fossero mai più ignorati i segnali radar che captavano misteriose presenze nei cieli degli States e che non venivano associati, nei referti militari, alla presenza di aerei o di elicotteri. Le richieste insistenti al momento non sembrano aver trovato riscontri positivi: l’aviazione americana sostiene che non sussistano ancora i motivi per riaprire il “Project Blue Book”, che al suo tempo aveva collezionato materiale, prove e testimonianze di oltre dodicimila avvistamenti. Secco è stato anche il commento di un portavoce della Cia, riportato da Abc News: “Se dicessimo alla gente che stiamo riaprendo questo caso per accertare se gli ufo esistono scateneremmo il panico in tutta l’America”. Ma la notizia farà certamente la gioia degli ufologi e di quanti hanno testimoniato di aver visto oggetti extraterrestri; soprattutto perché questa causa, ora, è appoggiata da personaggi influenti sia del mondo militare che di quello politico, tra i quali spiccano il governatore dell’Arizona, Fife Symington, e soprattutto il candidato democratico alle presidenziali, Dennis Kucinich il quale, durante un recente dibattito televisivo, ha rivelato di aver avvistato un ufo, confermando la notizia che era già stata anticipata dall’attrice Shirley Mac Laine nella sua biografia, “Sage-Ing while Age-Ing”. La Mac Laine, stretta amica di Kucinch, aveva infatti riferito di un avvistamento avvenuto proprio sopra alla sua abitazione: “Eravamo a Graham, nello stato di Washington. Dennis era in terrazza, stava annusando il profumo delle mie rose, quando ha alzato lo sguardo e ha visto un triangolo gigantesco, fermo nel cielo, a pochi metri da lui. E’ rimasto lì per dieci minuti, senza emettere alcun suono, poi è volato via a una velocità impressionante”. Un altro parziale successo della pressione degli ufologi americani è arrivato dalla Nasa che, nei giorni scorsi, ha acconsentito a riaprire le indagini sull’avvistamento avvenuto nel 1965 a Kecksburg, in Pennsilvanya quando numerosi cittadini videro un globo luminoso precipitare violentemente nei boschi. Prima che la gente del villaggio potesse organizzarsi e recarsi sul luogo, riferiscono le testimonianze dell’epoca, furono avvistate decine di soldati che transennarono la zona, rendendola inaccessibile. Su sollecitazione di una giornalista americana, un tribunale ha imposto alla Nasa di rendere note le carte sul fatto di Kecksburg, che in un primo momento erano state date per scomparse.
(Mcl)