New York, 29 nov – Un chiaro segnale che la filosofia di insegnamento sperimentata dagli studiosi reggiani ha ormai fatto breccia ben oltre i confini cittadini: la popolarità di tale metodo in effetti ha iniziato a farsi conoscere già a partire dal 1991, quando un reportage del prestigioso ‘Newsweek’ dichiarò Reggio Emilia città maggiormente all’avanguardia al mondo per l’insegnamento prescolastico descrivendolo come “un progetto radicale ben presto assurto al ruolo di modello internazionale”. Con gli anni, e sulla scorta di questa reputazione, Reggio Emilia è divenuta meta di veri ‘pellegrinaggi’ da parte di studiosi di ogni dove. Quella che gli americani chiamano ‘Reggio philosophy’ è una struttura che si basa ovviamente anche sulla collaborazione dei più grandi esperti mondiali, tra i quali Howard Gardner di Harvard, Kyle Pruett di Yale’s, Jerome Bruner della New York University, Ron Lally, condirettore del WestEd Center for Child and Family Studies, e molti istituti in diversi paesi del mondo (Australia, Danimarca, Finlandia, Germania, Islanda, Corea, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Tailandia e Gran Bretagna) hanno inserito nel proprio curricula l’insegnamento.
(Sis)