Roma, 4 dic -“Un nuovo slancio – ha aggiunto il deputato forzista – può prendere le mosse dalle iniziative di “diplomazia parlamentare” come strumento istituzionale per diffondere i valori del confronto e della partecipazione democratica. In tale quadro siamo concordi nel richiamare il ruolo dell’Assemblea parlamentare euro-mediterranea (Apem) quale “facilitatore del Mediterraneo”, in quanto espressione dei Parlamenti e della pluralità delle forze politiche e della volontà dei cittadini. La nascita di questa Assemblea ha rappresentato una delle priorità della Presidenza italiana dell’Unione Europea nel secondo semestre del 2003. Il Parlamento spagnolo ha ospitato nel 2005 a Barcellona la Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti euro-mediterranei e a Madrid nel 2002, il Forum euro mediterraneo delle donne parlamentari. È ora in corso una riflessione per prevedere un sistema di finanziamento stabile dell’Assemblea ed un segretariato permanente con l’intenzione di valorizzarne l’attività e renderla più conoscibile e vicina ai cittadini. Vorrei ricordare che il Parlamento italiano, nel 2004-2008, è incaricato della Presidenza della Commissione sociale e culturale dell’Apem. Nel corso delle riunioni che hanno avuto luogo a Roma in questi anni è stata posta una particolare attenzione ai temi del dialogo tra civiltà, della tutela ambientale del Mar Mediterraneo e della lotta contro la siccità e la desertificazione, delle politiche per una migliore integrazione degli immigrati nelle realtà locali, nonché alla proposta di istituire una Università euro-mediterranea ed alla realizzazione dell’iniziativa “Parlamento euro-mediterraneo dei giovani. Le ultime riunioni della Commissione Cultura hanno rappresentato anche un positivo esempio di come sia possibile raggiungere importanti elementi di consenso tra i Parlamenti delle due sponde del Mediterraneo su temi di particolare rilievo e delicatezza, attraverso il dialogo e lo scambio di esperienze. Un esempio è stato l’approfondimento delle questioni connesse agli scavi avviati nella zona della Moschea di Al Aqsa nel febbraio scorso e dei conseguenti interventi da assumere, in primo luogo in ambito Unesco, per la tutela del Patrimonio della Città Vecchia di Gerusalemme”. (SEGUE)