Palermo, 5 dic – Si chiamano ekranoplani, volano a pochi metri dall’acqua o dal suolo, raggiungono 500 chilometri orari e fino alla fine della Guerra Fredda erano utilizzati in Russia solo per scopi militari e sconosciuti in Occidente. Adesso potrebbero diventare la nuova frontiera del trasporto marittimo veloce, in alternativa ai mezzi tradizionali via mare e via aria. Per questo l’ateneo di Palermo ha firmato un accordo di collaborazione con la State marine technical University di San Pietroburgo (Smtu), un’istituzione unica al mondo nel campo delle costruzioni marittime e stradali. Ed oggi una delegazione dell’Università di Palermo, con il rettore e il vice rettore della Smtu andranno ad Aidone, in provincia di Enna, per visitare la Fondazione Correnti, dove si svolgerà, nel prossimo settembere, la scuola estiva di studi avanzati, “Wing in ground effect vehicles”, nata dalla collaborazione tra le due Università e formata da dieci studenti italiani e dieci russi. I nuovi mezzi di trasporto (chiamati tecnicamente Wig’s, ovvero Wing in ground effect vehicles) sfruttano per il sostentamento l’effetto suolo sviluppato dall’accelerazione, una sorta di cuscino d’aria dinamico. Sono considerati l’anello di congiunzione tra l’aereo e l’aliscafo. Utilizzati oggi solo in Corea e in Giappone, sono oggetto di studio da parte delle comunità scientifiche di America, Svezia, Australia. “Il vantaggio di questi mezzi – dice Caterina Grillo, docente di Meccanica del volo a Palermo – è che consentono di trasportare un carico più pesante consumando lo stesso combustibile di un aereo. In Sicilia, cuore del Mediterraneo, potrebbero essere utilizzati proficuamente per i collegamenti marittimi e sfruttare le strutture portuali decongestionando così gli aeroporti, con adeguati sistemi anticollisione”. Al dipartimento di Ingegneria dei trasporti di viale delle Scienze, sezione aeronautica, si stanno definendo le ultime fasi di sperimentazione e sono in corso i contatti con industrie interessate alla messa in produzione del mezzo.
(Grm)