Parma, 5 dic – Non molto diverse erano le intenzioni espresse da John Grisham nel precedente romanzo, ossia quelle di spostare l’attenzione del lettore americano su un altro possibile modo di vivere. “The Broker” raccontava la storia di un americano catapultato in un paese a lui sconosciuto, con il nuovo nome di Marco Lazzari, dove impara la lingua, le abitudini, la storia, il modo di abbigliarsi e di cibarsi di noi italiani. E, se non resta indifferente alle bellezze artistiche di Bologna, non disdegna nemmeno il fascino femminile: riuscirà infatti a seminare i suoi pericolosi inseguitori grazie all’aiuto della bella Francesca, sua insegnante di italiano. Ma perché Grisham ha scelto proprio Parma per “Il Professionista”? Lo racconta l’ex sindaco Elvio Ubaldi: “Grisham era molto incuriosito della città, si faceva avvolgere dai suoi riti, e il Teatro Regio gli è sembrato un po’ la piazza magica di Parma, il luogo che meglio ne riassumeva le caratteristiche”. “Eh sì – commenta lo scrittore Roberto Barbolini -, siamo nel paese del melodramma, in quel gran pezzo dell’Emilia fatto apposta per piacere agli americani: con le piccole capitali e i cento campanili, ciascuno pronto a rivendicare il miglior prosciutto, il miglior parmigiano, il miglior teatro del mondo. Là dove rombano le Ferrari e ruggiscono i Panthers, più che mai determinati, parola di Grisham, a vincere il Superbowl. A furia di “calci pizzati”. Del libro hanno parlato bene i giornali americani. “Affascinante” secondo il People, “Una commedia deliziosa, una storia profondamente piacevole” il Boston Globe, “Grisham ha scritto la sua lettera d’amore all’Italia” per il Publisher Weekly.
(Sis)