Berlino, 5 dic – “In questi mesi, successivi all’Assemblea del Pd di Milano, potremmo definire di due tipi gli interventi di esponenti della Circoscrizione Estero. Concreto e unitario (così definiremmo l’atteggiamento della maggior parte di esponenti e realtà del Pd che, sulla base della rinnovata spinta politica e mediatica ricevuta con l’Assemblea Nazionale e la elezione di Walter Veltroni, si è attivata per consolidare la presenza a partire da obbiettivi concreti che riguardano le nostre collettività; rivendicativo e autoreferenziale (così definiremmo l’atteggiamento di alcuni, e tra questi anche chi non ha avuto una particolare legittimazione sulla base dei voti ricevuti o dei cittadini portati a votare, che si sono concentrati sugli “organigrammi”, con interventi che sottendono una domanda impropia e pericolosa : “chi comanderà nel Partito Democratico e che posto ho io?”)”. Inizia così il documento propositivo redatto da 50 esponenti del Partito Democratico in Germania. “Il Partito Democratico deve essere uno strumento aperto a tutti, plurale, che serve a rinnovare la politica, a dare risposte concrete, pertanto, ed a maggior ragione in questa fase di transizione, le scelte devono essere fatte in forma collettiva e condivisa. All’interno delle singole realtà cittadine o regionali, all’interno dei contesti nazionali, a livello continentale, con il coordinamento nazionale, con i parlamentari, con il nostro mondo associativo”. (SEGUE)