Sondrio, 10 dic – Particolare proposta quella allestita dagli organizzatori della mostra “Gli ori dei migranti”, che, aperta fino al 30 dicembre a Palazzo Pestalozzi di Chiavenna propone ai visitatori una collezione di gioielli e memorie dell’antica emigrazione altolariana e valchiavennasca verso Palermo. Nei secoli XVI, XVII e XVIII, infatti, in un piu’ ampio contesto di migrazioni da tutte le valli lombarde, le valli dell’alto Lario Occidentale e la Valchiavenna furono accomunate da un vasto fenomeno migratorio avente per meta soprattutto la Sicilia e in particolare Palermo. I migranti erano commercianti o maestranze qualificate, in particolare scalpellini, carpentieri, falegnami, filatori, panificatori e tessitori. Realizzata da Iubilantes in collaborazione con il Centro di studi storici valchiavennaschi, la mostra documenta la ricerca storico-etnografica che Rita Pellegrini, archivista ed esperta di arte orafa, che da anni sta compiendo in territorio altoariano, a prova dell’effettiva provenienza palermitana dei caratteristici ornamenti personali un tempo usati localmente. In mostra, testi e foto della ricerca ma anche gioielli, costumi e corredi che evocano quell’antica emigrazione al rovescio: ”ori nascosti”, gelosamente custoditi in famiglia, mai esposti, tramandati di generazione in generazione.
(Iil)