Roma, 11 dic – “In questi giorni, non posso che pensare ai ragazzi di Torino. A quei poveri operai che hanno perso la vita in uno dei tanti stabilimenti industriali nei quali ogni giorno si lavora. Ci si accorge oggi che essere operaio ha un senso, e che quel senso è alto e profondo. Ci si accorge delle loro famiglie, delle loro vite sacrificate al profitto di altri. Quanta indifferenza ho visto nella mia vita. Ed oggi il pensiero di quei quattro ragazzi di Torino mi tormenta. Quando accade un incidente come questo, ci accorgiamo che ogni giorno uomini e donne sono alle prese con il conteggio del salario. Che sono disposti a tutto, per difendere quei pochi euro con i quali devono fare i conti giornalmente”. Il deputato di Italia dei valori Antonio Razzi, eletto in Svizzera, quarant’anni di fabbrica alle spalle, rivolge un pensiero alle vittime del rogo della ThyssenKrupp di Torino. “L’ora di straordinario – prosegue – diventa un successo, e la disponibilità a farsi massacrare da turni disumani diventa necessità. Qualunque padrone di fabbrica, analizzati i costi/benefici, sono sicuro non farebbe mai l’operaio. E’ un’impresa a perdere. Guardando in profondità nelle storie dei ragazzi di Torino è facile capirlo. Fare l’operaio è una disgrazia. Eppure loro amavano il loro lavoro, come l’ho amato io nei miei 41 anni di fabbrica tessile in Svizzera. Oggi camminando sui tappeti rossi di Montecitorio – continua Razzi – mi accorgo di quanta distrazione, di quanta indifferenza vi sia in questo mondo verso gli operai. E’ passato più di un anno da quando ho chiuso l’armadietto in fabbrica l’ultima volta. Mi sento ancora la tuta addosso e la mattina mi sveglio ancora con l’orario del turno. Il mondo è un altro, mi ripeto nei pensieri quando sono in aula. Il mondo è quello dei capannoni impregnati di insidie, dove non puoi distrarti e l’amicizia diventa comune spirito di difesa e sopravvivenza. Quanto mi mancano i miei colleghi di turno, i miei amici”. (SEGUE)