Valle (Istria), 11 dic – Da sottolineare l’intervento del sindaco Edi Pastrovicchio, che si è stato rivolto ai presenti in dialetto vallese e ha sottolineato l’importanza culturale che il gruppo ha avuto per il Comune di Valle, garantendo anche in futuro il massimo appoggio a tutte le attività. Pastrovicchio ha ricordato l’importanza di inserire anche i nuovi cittadini vallesi nei programmi culturali al fine di garantire la preservazione, sia del dialetto sia delle tradizioni locali. Rossana Berné ha rievocato le origini del gruppo del folclore, la fondazione del complesso, nato dall’interessamento della maestra Antonietta Poropat Floris, scomparsa 33 anni fa:“Mossa dal suo immenso amore per Valle, ha iniziato una ricerca approfondita sulla storia e le tradizioni vallesi, scoprendo i balli del Dam passè e del Boemin. Prendendo sputno da foto storiche e dalle testimonianze di diversi vallesi, è riuscita a ricostruire il tipico abito vallese fatto da un vestito nero con un fazzoletto bianco. Antonietta Poropat Flori lo ha fatto indossare a dei giovani del luogo, facendoli ballare sulle notte della fisarmonica suonata da un giovane e aitante Plinio Cuccurin”, ha detto Bernè. Nella fattispecie il “Dam passè” è un ballo che permetteva ai ragazzi di conoscersi con il cambio di dama, mentre il “boemin”, danza più nobile, era basato sul gioco della seduzione, in corso tra uomo e donna. Oltre ad Antonietta Poropat Floris, importantissimo è stato anche l’apporto di Marino Floris, che ha guidato il folclore per molti anni, mentre la fisarmonica del gruppo è passata dalle mani di Plinio Cuccurin a quelle di Claudio Della Bernardina e Romano Mofardin. Il gruppo del folclore è oggi guidato da Gino Poropat e Miriana Pauletić (che si occupa della sezione giovani). La celebrazione si è conclusa con la consegna di una targa agli attivisti che hanno portato avanti il gruppo in questi 35 anni di attività, mentre omaggi particolari sono stati consegnati a quanti hanno sostenuto tale attività: il Comune di valle, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste.
(Cld/Sis)