Madrid, 16 dic – Diventa sempre più radicale lo scontro tra il governo spagnolo, l’organizzazione armata Eta (Terra Basca e Libertà) e la sinistra indipendentista basca. Sabato notte una forte esplosione ha danneggiato l’ingresso dell’edificio che ospita il tribunale di Sestao, località della provincia basca di Biscaglia. L’attentato, che non ha provocato vittime, era stato annunciato qualche minuto prima da una telefonata dell’Eta alla Asociación de Ayuda en Carretera (Dya), una associazione locale di volontari. “Ti chiamo a nome dell’Eta – ha dichiarato una voce al telefono – All’una sarà fatta esplodere una bomba al tribunale di Sestao. Mi hai capito?”. Si tratta della prima azione dell’organizzazione armata dopo la diffusione, nella notte di venerdì scorso, di un comunicato con il quale l’Eta minaccia apertamente “le forze dello Stato spagnolo in qualunque luogo si trovino” e rivendica i suoi ultimi cinque attentati, tra i quali anche l’uccisione – avvenuta lo scorso primo dicembre – di due agenti della Guardia Civil spagnola nella località francese di Capreton, definita nel comunicato una “esecuzione” avvenuta nel corso di uno “scontro armato”. La morte dei due agenti ha provocato lo sdegno della società spagnola e ha certamente riportato le azioni dell’Eta ad un livello di violenza che non si registrava da diversi anni. Da parte sua il governo spagnolo guidato da Zapatero, con l’ausilio della Audiencia Nacional e del giudice Baltazar Garzon ha imposto negli ultimi mesi un deciso giro di vite nei Paesi Baschi, attraverso arresti, detenzioni e denunce di partiti politici e associazioni sociali, che però hanno finito con il colpire inevitabilmente non solo i terroristi dell’Eta ma tutta la società civile basca, indipendentista ma spesso non solidale con le azioni dell’organizzazione armata. Negli ultimi mesi il malcontento dei baschi nei confronti di Madrid è sfociato più volte in manifestazioni politiche ed episodi di guerriglia urbana, noti come “kale borroka”, un termine in lingua basca ormai utilizzato da tutti i quotidiani spagnoli. In particolare sta facendo molto discutere in queste settimane il tentativo del governo spagnolo di far dichiarare illegale la formazione politica nota come Anv (Acciòn Nacionalista Vasca). Il partito indipendentista basco, dove sono confluiti i voti del disciolto Batasuna, è uscito vincitore dalle elezioni municipali spagnole dello scorso maggio e ha annunciato di volersi candidare anche alle politiche di marzo 2008. Secondo il governo spagnolo Anv non sarebbe altro che una costola di Batasuna, la formazione politica illegalizzata nel 2002 grazie alla ‘Legge dei Partiti’ che in Spagna permette di mettere al bando qualunque associazione o partito politico considerato vicino ad organizzazioni terroristiche. La strategia del governo spagnolo è costretta però a scontrarsi con una decisione del Tribunale dei Diritti Umani dell’Ue che potrebbe mettere in discussione l’illegalizzazione di Anv e permettere a Batasuna di riprendere la sua azione politica. Starsburgo ha infatti deciso, lo scorso 13 dicembre, di ammettere il ricorso presentato nel 2004 da Batasuna contro la decisione della giustizia spagnola di dichiararlo illegale per la propria identificazione con il gruppo armato. In particolare
(Clr)