Emilia Romagna, 17 dic – In occasione del cinquecentenario dalla nascita di Luca Longhi (Ravenna, 1507-1580), interprete di punta, insieme a Innocenzo da Imola, Biagio Pupini, Bartolomeo Ramenghi, Girolamo Marchesi da Cotignola, del classicismo di Romagna, il Comune di Ravenna, l’Assessorato alla Cultura ed il Museo d’Arte della Città, hanno promosso una mostra presso la Loggetta Lombardesca, che resterà aperta fino al 6 gennaio 2008, per ricordare il profilo di un pittore che segnò la storia del gusto nel territorio per quasi un secolo. Le prime opere dell´artista, d´impianto neo-quattrocentesco, mostrano il debito verso la cultura dell’epoca influenzata da Marco Palmezzano, Nicolò Rondinelli e Francesco Zaganelli da Cotignola. Le esitazioni degli esordi risalenti agli anni di servizio alla corte bentivolesca, si sciolgono nelle opere della maturità in cui l’aspirazione ad una misura composta trova il suo sbocco nel clima di raffaellismo dilagante. In occasione della mostra esce una pubblicazione pensata come traccia per la lettura dell’opera di Luca Longhi e della sua bottega, e corredata di itinerari che partono da Ravenna, con un percorso cittadino tra le chiese e i musei del centro storico fino a Sant’Alberto, e proseguono in Romagna, nelle direzioni di Cervia, Rimini, Santarcangelo, Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Forlì, Terra del Sole, Castrocaro, Faenza e Argenta. In larga parte sono pale a tutt’oggi situate agli altari per i quali sono state commissionate. Altari spesso in penombra, custodi di una Biblia Pauperum ricca di modelli figurativi e varianti che hanno formato il sedimento dell’immaginario di questo territorio. La mostra gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna. Un evento a cura di Nadia Ceroni, Alberta Fabbri, Claudio Spadoni.
(Sis)