Roma, 9 gen – Manuel Carballo si sofferma sull’impatto medico-sociale del centro. “L’Inmp – dice – è una tappa fondamentale di sviluppo medico, un’iniziativa che permette all’Italia di ricoprire un ruolo di leadership nel panorama europeo. Il continuo corso migratorio modificherà profondamente il panorama sociale di un continente che deve valutare con la massima attenzione l’impatto e i bisogni di popolazioni provenienti da regioni povere Il progetto coinvolge, oltre al Lazio, la Sicilia e la Puglia, due regioni particolarmente esposte al flusso migratorio. Marrazzo né è orgoglioso “Oggi siamo dalla parte degli ultimi – afferma- per essere i primi a ricordare che la politica globale a volte dimentica tutti. Questa – sottolinea – è una struttura pubblica che diverrà il fiore all’occhiello dell’intera penisola. L’ospedale accoglie milioni di migranti, alla stregua, com’è giusto, di comuni cittadini e garantisce, nel contempo, un equo accesso alla cure. La scelta del San Gallicano, un ospedale che ormai fa parte della storia stessa della città di Roma, ci inorgoglisce e si inserisce in una politica sanitaria locale quanto mai aperta alla osmosi fra le varie culture, in nome del diritto alla salute ”. Enrico Rosso perora la causa dei migranti: “L’immigrazione è una base importante per il nostro paese e, in genere, chi giunge nel nostro paese non presenta mai patologie particolarmente gravi o comunque differenti dalle nostre. Inoltre i nuovi arrivi giungono nei paesi che li ospita in età giovane e fertile, quindi con la prospettiva di contribuire alla crescita del processo demografico”. Tuttavia, i lavoratori stranieri e immigrati sono i più esposti all’infortunistica. “Servirebbe una partecipazione più attiva – spiega- condividere esperienze finalizzate a migliorare i servizi di controllo e prevenzione. Il confronto con modelli culturali nuovi, anche in funzione di ricoveri, andrebbe inserito in un contesto multietnico, seguendo senza preconcetti ogni singolo costume anche in casi particolarmente delicato come l’aborto”.
(Pep/Sis)