Roma, 18 gen – Franco Narducci, presidente Unaie e deputato eletto nella circoscrizione estera per l’Unione, in un articolo pubblicato questa mattina sul quotidiano “Europa” fa il punto della situazione sulla legge comunitaria 2007 in esame in questi giorni. “Il puntuale e tempestivo recepimento delle direttive comunitarie riveste una importanza fondamentale tra le priorità del Governo –scrive Narducci – Gli sforzi compiuti negli ultimi mesi al fine di evitare l’avvio di eventuali procedure di infrazione da parte della Commissione europea, per il mancato recepimento di direttive, è espressione di questa volontà. L’esigenza di approvare la legge comunitaria, rispettando la cadenza annuale, impone di compiere ogni sforzo necessario per evitare i gravi ritardi che spesso si sono verificati negli anni passati, anche a causa delle difficoltà di raggiungere un accordo politico sulle misure di attuazione di specifiche direttive comunitarie che ha finito per riguardare anche l’attuazione degli altri atti comunitari cui la legge si riferisce, che non presentavano gli stessi problemi e difficoltà – prosuege il presidente Unaie – Occorre anche ripensare gli strumenti di attuazione delle direttive comunitarie in quanto la delega al governo per l’emanazione di decreti di esecuzione delle direttive spesso comporta ulteriori ritardi. Nella prospettiva di potenziare e migliorare il processo di recepimento (sia in termini di puntualità e di precisione degli interventi che in termini di tempestività) e i meccanismi attualmente previsti dalla legge comunitaria, sembra necessario rivedere il ruolo e le procedure del parlamento, conformemente alle nuove funzioni attribuite ai parlamenti nazionali dal trattato di Lisbona firmato il 13 dicembre 2007”. Secondo Narducci, “al riguardo sembra di particolare rilievo la cooperazione interparlamentare prevista dal protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’Unione europea, allegato al Trattato di Lisbona. Una migliore cooperazione dei Parlamenti nazionali nella “fase ascendente” di formazione del diritto comunitario avrà senz’altro ricadute positive in termini di celerità e precisione nell’adozione dell’atto di recepimento, anche in sede di legge comunitaria, in quanto il parlamento (o le competenti commissioni parlamentari) avranno avuto modo di discutere preventivamente sul progetto di atto, con l’effetto di semplificare e velocizzare la “fase discendente” di attuazione degli obblighi comunitari”. “L’approvazione della legge comunitaria -riflette il deputato – costituisce anche un’occasione culturale per fare una riflessione sulla partecipazione dell’Italia all’Ue. Come parlamentare eletto nella Circoscrizione Europa sento particolarmente forte l’esigenza che l’Italia rifletta all’esterno l’immagine di un paese che non solo è idealmente artefice della costruzione dell’Europa comunitaria ma che si dimostra realmente, nella prassi, capace di adempiere ai propri obblighi in tempi congrui e di farsi promotrice di buone pratiche nelle procedure di adeguamento dell’ordinamento interno anche attraverso lo snellimento dei percorsi burocratici nel rispetto del principio di sussidiarietà”. (Sis)