Moena, 21 gen – Si chiamerà, almeno per ora, “circoscrizione estero”. Dovrà avere garantita “la massima autonomia politica possibile e la massima rappresentanza possibile negli organismi nazionali”, proprio come previsto dalla bozza Vassallo per le Regioni, ma anche quelle “risorse minime per un’attività politica credibile”, basata non solo sul metodo dell’autofinanziamento che sarà valido proprio per le segreterie regionali. Alla fine, nell’importante incontro della Festa sulla Neve di Moena, in Trentino, e in vista del termine del mandato delle Commissioni nazionali previsto per il 2 febbraio, tra i delegati del Partito democratico per l’estero la spunta la “mediazione Marino”, che ritocca gli articoli 10 e 11 della bozza redatta dalla Commissione Statuto lo scorso 9 gennaio. In particolare, nel comma 2 dell’articolo relativo alle organizzazioni all’estero del Pd, viene aggiunto ad esse il compito di “regolare i rapporti con gli altri partiti nazionali”, mentre nel comma 3 il regolamento cui si faceva riferimento diventa un vero “Statuto” approvato dall’Assemblea. Ma il nodo di discussione più atteso della giornata era senza dubbio un’altro: sotto quale forma riconoscere in sede statutaria le organizzazioni del Pd all’estero? Questione non da poco, perchè pregna di conseguenze tanto dal punto di vista finanziario che da quello del peso politico. Le posizioni di partenza non erano molto vicine tra di loro, ma alla fine l’intesa si è trovata comunque. (SEGUE)