Roma, 23 gen – Dopo aver ripercorso le tappe dell’unità nazionale fino alla creazione della Costituente, Napolitano sottolinea che “l’unità costituzionale si è fatta sostrato dell’unità nazionale. E’ tale convinzione che mi guida anche nel considerare il dibattito attuale sui temi istituzionali. Il risultato cui si giunse fu possibile grazie a un confronto eccezionalmente ricco e approfondito e alla graduale confluenza – al di là dei contrasti e dei momenti di divisione che certamente non mancarono – tra le diverse correnti storico-culturali e politiche rappresentate nell’Assemblea Costituente. Il presidente della Repubblica ha ricordato la modernità dell’impianto della Costituzione del 1948 anche nella prospettiva dell’integrazione economica e politica europea, quindi si è soffermato lungamente sull’attualissimo tema delle riforme “La nostra Carta – ha detto alla Camera – è entrata a far parte del “patrimonio costituzionale comune”. Sull’ordinamento della Repubblica, il Parlamento è intervenuto, attraverso apposite leggi costituzionali, ripetutamente, in legislature lontane e vicine ai nostri giorni. Ma ben al di là di ciò si è più volte aperto il confronto su revisioni di assai più ampia portata, tali da investire anche la forma di governo disegnata nella Costituzione del ’48”. Non c’è dubbio che restino e si manifestino squilibri e distorsioni, fattori di confusione e di tensione su diversi piani – nei rapporti tra legislativo ed esecutivo, ed anche nei rapporti tra istituzioni centrali ed istituzioni regionali e locali : si è di queste ultime potenziata l’autonomia, allargata l’area di responsabilità e di decisione, superando un vecchio modello di Stato accentrato, ma senza trarne tutte le conseguenze. Ebbene, è innegabile che alle diverse persistenti contraddizioni e inadeguatezze dell’ordinamento della Repubblica si possa porre riparo solo intervenendo su alcune disposizioni della seconda parte della Costituzione.
(SEGUE)