Roma, 23 gen – Nel
pollame e delle tariffe sui rifiuti, mentre continua la discesa per servizi di
telefonia e prodotti elettronici. A fotografarlo è la newsletter
‘Prezzi&Consumi’ curata dall’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero
dello Sviluppo economico. In questo numero la newsletter pubblica i dati e le
analisi sulle più recenti dinamiche dei prezzi e dei mercati in Italia secondo
le rilevazioni dell’Istat. Il tasso di inflazione in Italia si è attestato a
dicembre al 2,6% su base annua, in accelerazione rispetto al 2,4% di novembre.
La ripresa dell’inflazione è attribuibile prevalentemente ai rincari dei
prodotti energetici ed alimentari. L’inflazione italiana si conferma inferiore
a quella dei Paesi dell’area Euro. A dicembre, i prezzi al consumo italiani,
misurati dall’indice armonizzato, sono cresciuti del 2,8%, contro il 2,6% di
novembre, mentre nell’Unione monetaria sono aumentati del 3,1% in entrambi i
mesi. Non mancano tensioni sui prezzi di alcuni prodotti specifici. A dicembre
si registrano aumenti sensibili soprattutto per alcuni beni di largo consumo
come i combustibili liquidi, il pane, la pasta, le farine e il burro.
Altrettanto significative sono le riduzioni di prezzo di numerosi prodotti
hi-tech e dei servizi di telefonia. Nel corso del 2007, i tassi di inflazione
medi annuali più elevati si sono registrati per alcuni alimentari, come le
patate (15,2%), il pollame (9,2%), il pane (5,7%) e la frutta fresca (5,5%);
alcuni servizi pubblici, come la raccolta dei rifiuti (9,2%) e i trasporti
ferroviari (7,2%) e marittimi (7%). I prezzi industriali e al consumo della
benzina e del gasolio in Italia continuano a rimanere superiori alla media Ue,
anche se questa forbice (relativamente al dato medio del 2007) si è
considerevolmente ridotta. I prezzi internazionali del frumento tendono a
stabilizzarsi su livelli più che doppi rispetto alla media degli ultimi cinque
anni, dopo aver toccato un massimo storico ad ottobre dello scorso anno. Gli
attuali prezzi in euro risultano superiori del 17% rispetto al massimo
registrato nel
Italia l’aumento dei prezzi al consumo dei prodotti derivati dal frumento è
risultato nella media dei primi undici mesi del 2007, inferiore rispetto a
quello registrato negli Usa e nella Ue a 25 paesi.