Roma, 23 gen – Il Comitato esecutivo Unaie ha riflettuto anche sulla situazione attuale del Cgie. Chiara è la convinzione che il Consiglio Generale degli Italiani all’estero resta un luogo dove si fa esercizio di rappresentanza e di raccordo tra società e istituzioni. Il desiderio di mettere mano ad un aggiornamento dei meccanismi e delle rappresentanze, più volte manifestato da differenti realtà, è ritenuto urgente anche dall’Unione Nazionale delle Associazioni delle migrazioni.. Mettere mano alle riforme del Cgie significa mettersi a servizio delle persone italiane che vivono all’estero, siano di antica emigrazione o della nuova mobilità, perché la loro, sia una presenza positiva e costruttiva di queste molte Italie che vivono nel mondo e sono risorsa culturale, politica ed economica per il “sistema Italia”. Sempre più accresciuto è il ruolo di consulenza e riflessione riservato al Cgie che non deve invaghirsi di ambizioni di potere. La vita del Cgie non sarà assicurata tanto da modifiche ed interventi legislativi, quanto piuttosto dalla sua vitalità umana, intellettuale e politica che saprà costruire con intelligenza restando a servizio delle persone e degli italiani nel mondo in particolare. La strada obbligata è quella di costruire sinergie e collaborazioni vivaci con istituzioni e realtà culturali, economiche, di rappresentanza, associative e religiose che interagiscono col mondo italiano ed internazionale.
(Sis)