Roma, 25 gen – Un Paese pessimista, economicamente in difficoltà e che ha perso la fiducia nella capacità della politica di risolvere i problemi. Questa è la fotografia che l’Eurispes fa dell’Italia nel rapporto 2008 diffuso oggi. “Fra gli italiani e la politica – ha spiegato lo stesso presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara durante la presentazione del rapporto – c’è un vero e proprio rapporto da separati in casa. Il solco tra società e classe politica diventa sempre più profondo e tende ad allargarsi di giorno in giorno. E l’Italia stessa è ormai prigioniera della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte impedendone ogni movimento e ogni desiderio di cambiamento e di modernità, mortificando le vocazioni, i talenti e i meriti di milioni di cittadini”. Ed è questo quadro già opaco che cresce il pessimismo per una situazione economica complicata: il 78,5 per cento degli italiani si dice “sfiduciato” in merito alla situazione economica che si prospetta nei prossimi 12 mesi”, e per il 47,7 per cento il quadro economico è destinato a peggiorare ulteriormente. La debolezza economica, secondo l’Eurispes, non è solo un sentimento ma una realtà confortata da dati di fatto: il 32,1 per cento degli italiani registra segnali di peggioramento economico per il proprio nucleo familiare, mentre il 13,7 per cento ritiene che si tratti di peggioramenti di più marcata entità. Ma il dato centrale è che solo un terzo delle famiglie italiane (38,2 per cento) riesce ad arrivare alla fine del mese. Nel 2006 questa percentuale era pari al 56,4 per cento, nel 2007 al 51,6 per cento. E a mettere qualcosa da parte riesce solo un italiano su dieci (13,6%). Al punto che la stessa Eurispes parla di un numero di persone a rischio povertà allarmante, con una stima che può raggiungere circa 5.100.000 nuclei familiari, all’incirca il 23 per cento delle famiglie italiane. Come sopravvivere dunque? Ricorrendo al credito al consumo e al lavoro sommerso. Il credito al consumo pro capite in Italia è pari a 1.495 euro, mentre il rapporto tra consistenza del credito e Pil è pari al 5,8 per cento (ancora inferiore a quello di altri Paesi occidentali). L’ammontare del credito al consumo è aumentato del 17,6 per cento nel primo semestre 2007, raggiungendo una cifra media pro capite pari a 1.495 euro. Al tempo stesso cresce il lavoro sommerso che, secondo l’Eurispes, nel