Berlino, 28 gen – Le attività delle mafie italiane in Germania sono soprattutto legate al riciclaggio dei proventi ottenuti in Italia con le varie attività illegali (traffico di droga, racket, usura, gestione illecita degli appalti). Non commettendo in Germania reati specifici, secondo il loro ordinamento non sono perseguibili. Al contrario per le altre nazionalità si tratta per lo più di persone attive direttamente nel traffico di droga e nelle truffe finanziarie. Ed è proprio li che va a colpire Mafia? Nein danke! a cui hanno aderito 112 aziende tra ristoratori e piccoli e medi imprenditori italiani hanno sottoscritto l’appello, impegnandosi a non assumere personale con precedenti mafiosi e a denunciare alla polizia tedesca i tentativi di estorsione. Ma l’iniziativa di Laura Garavini non si è fermata ai semplici appelli e alle dichiarazioni di buona volontà. A dicembre, quando tre ricattatori (due italiani) hanno chiesto il pizzo a una serie di ristoranti berlinesi, sono partite immediatamente le denunce (44 al momento) e la polizia ha potuto arrestare i tre (pare non siano legati alla mafia). “È stato un enorme successo e la dimostrazione che unendosi e mobilitandosi assieme si può vincere la sfida contro la mafia” sostiene Garavini, che ora pensa di trasformare la sua iniziativa in una vera e propria associazione: una rete di imprenditori, gastronomi, semplici immigrati e istituzioni in stretto contatto tra loro. Un progetto accolto con estrema soddisfazione dal vice ministro degli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Franco Danieli secondo il quale il successo dell’iniziativa rappresenta “un segnale forte e chiaro dell’assoluta estraneità dei cittadini italiani residenti in Germania alla mafia e alla sua sottocultura”.
(Cep/Sis)