Roma,
29 gen – La vera integrazione degli stranieri nel nostro Paese si realizza
nelle banche. Sono infatti sette su dieci i migranti clienti degli istituti di
credito italiani. Cresce dunque sensibilmente il numero degli stranieri
diventati parte dei circuiti finanziari, tradotto in quasi 1 milione e mezzo di
immigrati che possono dirsi a pieno titolo integrati finanziariamente in
Italia. Solo due anni fa la cifra era di un milione, circa un terzo in meno. E’
il risultato più interessante emerso dalla ricerca ABI–CeSPI sull’Analisi dei
bisogni finanziari e assicurativi degli immigrati in Italia, presentata oggi al
Forum sulla Responsabilità sociale d’impresa, al quale partecipano banche,
imprese, istituzioni, accademici italiani ed internazionali. E proprio sui
migranti è stato realizzato il focus sulla base di due indagini che compongono
la ricerca ABI–CeSPI: la prima è sull’offerta delle banche, con l’indicazione della
bancarizzazione degli immigrati a due anni dalla prima rilevazione. La seconda
fotografa la domanda, i bisogni finanziari dei migranti. Intanto si scopre che
i migranti con conto corrente sono passati da
con un aumento di 352.000, andando dal 60% al 67% del totale delle persone
provenienti dai paesi non OCSE. La popolazione di migranti adulti in Italia nel
periodo 2005-2007 è passata da 1.752.694 residenti non OCSE (dato dicembre
2004) ai 2.119.188 dello stesso periodo del 2006, registrando un aumento del
20,9%. L’incremento della bancarizzazione è nettamente superiore a quello della
popolazione migrante, dunque. Dallo studio emerge inoltre che luogo e tempo di
residenza fanno la differenza, che gli uomini si occupano di chiedere credito
per comprare la casa o l’auto, mentre alle donne viene affidato il risparmio e
l’invio delle rimesse nei paesi d’origine. Aprendo i lavori del Forum Giuseppe
Zadra, direttore generale dell’ABI, ha sottolineato che “le banche italiane si sono
attivate per rispondere subito alla
domanda dei migranti. Possiamo contare su una fascia di nuovi clienti
affidabili e attivi”.
(Gco)