Roma, 30 gen – Neri ha proseguito spiegando che “quando poi De Gregorio nella sua dichiarazione parla anche del coinvolgimento nel progetto di Amato Berardi, Presidente della Niapac, emerge un intreccio inquietante che deve determinare una immediata e approfondita indagine da parte del Parlamento, che sarà attivato attraverso specifiche interpellanze. Ma indagini sono dovute anche da parte della Regione Calabria, dell’Università, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e, se del caso, degli organi di polizia giudiziaria. Il Niapac ( National Italian American Political Action Committee) si presenta come lobby politica americana, il cui presidente è, appunto, Amato Berardi. La stessa organizzazione risulta essere finanziatrice di De Gregorio. E’ lo stesso senatore che il 1 dicembre 2006 dichiara che “…il Niapac è di gran lunga il nostro maggior finanziatore, si è impegnato a contribuire con 5 milioni di euro all’anno”. A cosa servono queste ingenti somme, chi ne indaga la provenienza e l’utilizzo? Berardi è presentato da De Gregorio come “uomo di cultura”, “presidente di un fondo pensioni da 60 miliardi”. Ma da un’inchiesta del Sole 24 Ore risulta essere un semplice agente assicurativo, con una storia di dispute non pagate sia con lo Stato della Pennsylvania che con l’erario federale. Il Niapac, secondo la stessa inchiesta, ha una storia di contabilità irregolare e non ha mai avuto a disposizione fondi per più di un paio di centinaia di migliaia di dollari all’anno. Per esempio, per quanto riguarda il ciclo elettorale del 2006, il Niapac risulta aver raccolto 186.170 dollari e averne spesi 216.229, con un saldo negativo di 30 mila dollari”. “Una brutta storia – conclude Neri – rispetto alla quale chiederemo che sia fatta chiarezza, fino in fondo. E l’Università della Calabria, se vuole fare onore al suo nome e mantenere un adeguato profilo culturale stia lontano da questi soggetti politici e rinunci a rapporti e accordi di questo tipo che non hanno niente a che vedere né con la cultura né tantomeno con gli italiani all’estero”.
(Sis)